ATTUALITA'

17/01/2026

Informare sull’azzardo: il ruolo del giornalismo

Giovedì 15 gennaio si è svolto un corso di formazione dedicato al gioco d’azzardo e al modo in cui viene raccontato dai media, promosso dall’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e proposto da Avviso Pubblico.

L’incontro ha ripercorso le tappe che hanno portato l’Italia a diventare il primo Paese europeo per consumo d’azzardo, analizzando le decisioni politiche che hanno favorito l’espansione del settore, le conseguenze sociali e sanitarie di queste scelte e gli errori più frequenti nella narrazione giornalistica del fenomeno.

Ad aprire i lavori è stato Stefano Tallia, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, che ha sottolineato la centralità del ruolo dell’informazione: «Nel vortice del gioco d’azzardo possono essere attirate anche persone fragili e la funzione sociale dell’informazione è decisiva. Questo appuntamento è importante, così come lo è il fatto che venga replicato sul territorio».

Un richiamo alla responsabilità professionale che attraversa tutto il corso: raccontare l’azzardo solo come settore economico o come intrattenimento rischia infatti di oscurarne gli impatti sociali, sanitari e criminali.

Sul piano istituzionale è intervenuto Renato Pittalis, vicepresidente di Avviso Pubblico: «La Carta di Avviso Pubblico nel 2023 ha ricevuto un riconoscimento dalla Commissione europea. Scendendo nei particolari dei fenomeni corruttivi si dimostra che non si tratta di un problema solo italiano, ma diffuso in molti Paesi europei. Stiamo lavorando per recuperare buone pratiche che possano contraddistinguerci».

Un passaggio chiave del corso ha riguardato il rapporto tra informazione, prevenzione e politiche pubbliche. Paolo Jarre, già direttore del Dipartimento di Patologia delle Dipendenze dell’Asl Torino 3, ha spiegato come il contrasto alle dipendenze non possa essere delegato esclusivamente alla sanità: «Da oltre 25 anni mi occupo di dipendenze e sono sempre più convinto che il vero contrasto agli aspetti problematici e patologici del gioco d’azzardo si faccia fuori dai luoghi sanitari. Il vero fronteggiamento avviene nella società, dove si fa formazione, informazione e si costruiscono le policy».

Ampio spazio è stato dedicato anche alle infiltrazioni criminali nel settore. Giuseppe Legato, giornalista de La Stampa, ha ricordato come l’azzardo rappresenti da decenni un pilastro economico e strategico per le mafie: «È un settore che integra i profitti delle organizzazioni criminali ma ha anche una funzione ulteriore. Serve al controllo del territorio, al sostegno delle famiglie dei detenuti e alle spese legali, creando una rete di protezione che rafforza l’omertà. Inoltre è uno strumento fondamentale per il riciclaggio, grazie alla solidità economica delle mafie, soprattutto sui canali paralleli».

Il corso ha quindi messo in evidenza come una narrazione giornalistica superficiale o distorta possa produrre effetti negativi: minimizzare i rischi, normalizzare il consumo, oscurare le responsabilità politiche e sottovalutare il ruolo della criminalità organizzata.

L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è fornire ai giornalisti strumenti critici per raccontare il gioco d’azzardo in modo più completo e responsabile, contribuendo a una maggiore consapevolezza pubblica e a un dibattito informato su un fenomeno che riguarda non solo l’economia, ma la salute, la coesione sociale e la legalità.

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