Mostra “Con le scarpe nel fango – Il fotogiornalismo di Vittorio Savoia”

Vent’anni di “scarpe infangate” per cercare notizie, per raccontare storie.
Venerdì 15 maggio, alle 17.00, presso l’Ecomuseo del Freidano di Settimo Torinese (via Ariosto 36 bis), inaugura la mostra Con le scarpe nel fango – Il fotogiornalismo di Vittorio Savoia. L’esposizione è un tributo alla memoria del giornalista e fotoreporter settimese scomparso prematuramente nel 2023, che per quasi vent’anni ha raccontato il territorio torinese con rigore e profonda umanità.
Un’esposizione fotografica che ripercorre l’evoluzione personale e del territorio attraverso l’obiettivo di Savoia. Un legame con la sua città, Settimo Torinese, reso ancora più saldo dall’attività di cronista per l’edizione locale del settimanale di informazione, La Nuova Periferia, di cui ne è stato responsabile per oltre otto anni.
E così anche Settimo, in occasione dell’inaugurazione, vuole lasciare un segno tangibile dell’affetto verso il giornalista intitolando a lui proprio lo spazio espositivo che ospita la mostra, su decisione della Commissione Toponomastica. «Questo luogo è rinato pochi anni fa proprio con lo scopo di esporre fotografie e opere di arte figurativa – spiega la sindaca di Settimo Torinese, Elena Piastra – Ha già ospitato prestigiose mostre di alto valore artistico e documentaristico. Ci è sembrato naturale intitolare questo spazio così culturalmente vivo a chi, come Vittorio, ha dedicato la vita a raccontare, anche grazie alle foto, il nostro territorio e la nostra città, contribuendo con il proprio lavoro giornalistico a rafforzare la nostra comunità».
La mostra sarà visitabile fino al 20 settembre, ogni weekend, dal venerdì alla domenica, dalle 15 alle 18. Il percorso espositivo si snoda attraverso due momenti chiave della sua carriera: il “romanzo di formazione”, una selezione di scatti (spesso tratti da portfolio curati dallo stesso Savoia) che ne raccontano gli esordi tra manifestazioni di piazza, forze dell’ordine e la grande passione per la musica, e il cronista del territorio, ossia il racconto di oltre otto anni di lavoro (dal 2008) per il settimanale La Nuova Periferia, dove Savoia ha documentato tutto: dalla cronaca nera alla pandemia, dall’immigrazione alle storie della comunità.

Un titolo scelto non a caso e che rimanda al modo in cui Vittorio Savoia interpretava il concetto di fare giornalismo, ispirandosi a grandi firme che hanno segnato la storia del mestiere: andare sul campo, verificare di persona, parlare con le fonti, avere una rete di persone fidate, esserci. In altre parole, stare “Con le scarpe nel fango, a macinare chilometri”.
«Il lavoro di Vittorio era prezioso perché ogni giorno, infaticabilmente, stava sul campo, per raccontare il territorio e verificare ogni informazione. Ed è ciò che insegnava anche ai nuovi arrivati in redazione: esserci, essere testimoni e tessere relazioni tra le informazioni e le persone per cercare di restituire ai lettori una prospettiva equilibrata, attenta e rigorosa, ma anche sensibile e profondamente umana. Il lavoro del giornalista locale, per come lo interpretava Vittorio, è ancora più prezioso oggi, in un’epoca in cui siamo sovrastati dalle informazioni, spesso non verificate sul campo», commenta Caterina Draisci, madre di Vittorio e presidentessa dell’Associazione Vittorio Savoia.
La mostra, organizzata dall’Associazione a lui dedicata e curata da Jessica Pasqualon e Stefano Milano, in collaborazione con La Nuova Periferia – Netweek – Ops! Media, è stata realizzata grazie al contributo di centinaia di persone che hanno donato attraverso la campagna di crowfunding lanciata il 2 dicembre, in occasione della festa per il suo compleanno. Inoltre, ha il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e il supporto di Fondazione ECM, nell’ambito delle attività regionali dell’Ecomuseo del Freidano, Città di Settimo Torinese.
