

Interpretare la Collina Unesco. Comunità, paesaggio e turismo delle radici tra cambiamento climatico e nuove narrazioni territoriali
10 Ottobre @ 09:00 - 13:00
Il corso intende fornire a giornalisti e professionisti della comunicazione strumenti di lettura e interpretazione delle trasformazioni che interessano le aree collinari: un ambiente che ricopre il 41,6% della superficie totale del paese, secondo i dati ufficiali dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat): il resto del territorio si divide tra zone di montagna (35,2%) e zone di pianura (23,2%) e dove la montagna vede storicamente una strategia ben avviata e strutturata rispetto alla collina.
In Piemonte le aree collinari di Langhe, Roero e Monferrato hanno ricevuto oltre 10 anni fa il riconoscimento dell’Unesco come patrimonio dell’Umanità, ed è in questi luoghi che il racconto del paesaggio non può più limitarsi alla valorizzazione delle sue eccellenze ambientali ed enogastronomiche. I cambiamenti climatici, le dinamiche demografiche, il rapporto tra comunità locali e nuove forme di mobilità, il recupero della memoria collettiva e lo sviluppo del turismo delle radici richiedono infatti nuove chiavi interpretative e nuovi linguaggi.
Il giornalista e il comunicatore assumono così un ruolo di mediazione culturale, chiamati a tradurre la complessità dei processi sociali, economici e ambientali in narrazioni capaci di valorizzare il territorio senza cadere negli stereotipi della semplice promozione turistica o della nostalgia rurale.
Attraverso il contributo di antropologi, giornalisti, studiosi e operatori del settore, il corso approfondirà il rapporto tra identità territoriale e cambiamento, analizzando le opportunità offerte dal turismo delle radici, le strategie di sviluppo, le conseguenze del cambiamento climatico sull’agricoltura e sul paesaggio, nonché il ruolo delle comunità locali nella costruzione di nuove forme di attrattività e coesione sociale.
Particolare attenzione sarà dedicata alle esperienze maturate nel settore del cosiddetto «turismo delle radici», alle prospettive offerte dal ritorno delle comunità di origine italiana e alle modalità con cui il patrimonio materiale e immateriale dei territori può diventare strumento di sviluppo sostenibile. Il turismo delle radici, infatti, rappresenta una forma di viaggio che va oltre la semplice visita turistica, mettendo al centro la ricerca delle proprie origini familiari, culturali e comunitarie. Esso, ad esempio, consente di integrare l’offerta di accoglienza, enogastronomia, servizi culturali e patrimonio locale con il desiderio degli italiani residenti all’estero e degli italo-discendenti di riscoprire i luoghi da cui partirono i propri antenati, trasformando memoria e identità in opportunità di sviluppo per le comunità locali.
L’incontro vuole offrire una riflessione interdisciplinare sul futuro della Collina Unesco, promuovendo una cultura della comunicazione capace di coniugare tutela del paesaggio, innovazione sociale e valorizzazione delle comunità locali.
Un corso promosso da Ordine dei Giornalisti del Piemonte, in collaborazione con Uncem.
Intervengono:
Luca Ciurleo, giornalista e antropologo
Caterina Angela Agus, antropologa
Samuel Piana, giornalista ed economista, cooperativa Radici Piemontesi – Turismo delle radici
Vanessa Romei, travel designer del turismo (in particolare turismo delle radici)
Marco Bussone, giornalista e presidente nazionale Uncem
Barbara Albis, esperta in agricoltura e progetto Taste
Don Fabrizio Casazza, giornalista e docente, esperto di Cura del Creato ed ecologia integrale
