Ufficio delle Cose Non Dette: il tempo per trovare le parole

Quanto vale un’ora in cui non produci niente?
Sappiamo quanto costa un litro di benzina, un’ora di parcheggio. Misuriamo il tempo, lo ottimizziamo con l’intelligenza artificiale. Ma il tempo risparmiato, poi, dove finisce?
L’Ufficio delle Cose Non Dette nasce da qui. Un posto dove spenderne un po’ per fermarci, ascoltarci e cercare le parole giuste. Perché la fretta è entrata anche nel linguaggio e quando manca il tempo, la complessità è la prima cosa che perdiamo. Giusto o sbagliato, bianco o nero, noi o loro: una parola diventa un’etichetta, l’etichetta una persona.
Il linguaggio traccia i confini di ciò che riusciamo a vedere e raccontare: se si impoverisce, il mondo si restringe e si polarizza. Allargare quei confini significa popolarli di parole, sciogliere le definizioni, restituire sfumature a ciò che rappresentiamo. Dentro e fuori di noi.
Sabato 10 ottobre Acquario Studios diventa un improbabile ufficio competente per ciò che normalmente non ha un posto. Si può scrivere alla persona che saremo tra un anno, dare un peso a ciò che pesa, mettersi in vetrina con un’attesa e incontrare quella di uno sconosciuto. Si può anche tacere. È un gioco, nel senso più serio del termine: l’immateriale prende corpo e chiede attenzione.
Anche il tariffario fa parte del gioco. Il tempo per sé costa 15 euro. Non si acquistano prestazioni: si compra qualcosa che è già tuo, in una società che attribuisce un prezzo a quasi tutto e fatica a riconoscere valore a ciò che non produce un risultato.
L’Ufficio allarga lo spazio prima della risposta, quando io non ho ancora deciso chi sei e tu non hai ancora scelto la prima parola. Con leggerezza, non con superficialità. Perché fermarsi non significa perdere tempo ma concedersi quello necessario per vedere. E solo ciò che riusciamo a vedere può chiederci che cosa fare.
Giulia Vola, Autrice e direttrice Acquario Studios
Ufficio delle cose non dette
Sabato 10 ottobre
dalle 10.20 alle 18.30
Via Ormea 2e, Torino
