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SUMMARY:La povertà educativa minorile in Italia: il racconto giornalistico oltre la parola scritta
DESCRIPTION:In Italia 1\,4 milioni di minori vivono in povertà assoluta e altri 2\,2 milioni sono in povertà relativa. Ovvero\, un terzo dei nostri bambini e bambine\, ragazzi e ragazze vive in condizione di esclusione precoce compromettendo\, di fatto\, il loro futuro e quello del Paese. La povertà educativa minorile è multidimensionale\, non è solo legata alle cattive condizioni economiche ma investe anche la dimensione emotiva\, quelle della socialità e della capacità di relazionarsi con il mondo e con l’apprendere. Un fenomeno aggravato dalla pandemia. Spesso si conoscono solo gli aspetti devianti o quelli estremi del fenomeno (baby gang\, bullismo e cyberbullismo\, abbandono scolastico\, neet\,ecc.)\, ma sfugge la visione di insieme\, la comprensione delle interconnessioni tra le parti\, gli effetti immediati e quelli a lungo termine. \nIl racconto giornalistico\, davanti ad un fenomeno multidimensionale\, può e deve utilizzare strumenti e linguaggi differenti. \nAnche i giornalisti fanno parte della comunità educante\, condividendo responsabilità e attenzioni nel modo di narrare la realtà sociale. Per questo adottano Carte deontologiche come la Carta di Treviso\, recentemente aggiornata\, diretta a disciplinare i rapporti tra informazione e infanzia. \nUn corso proposto da Ordine dei Giornalisti del Piemonte\, organizzato da Fondazione Cassa di Risparmio di Biella in collaborazione con il Giornale Radio Sociale. \nNel pomeriggio possibilità di visita alle mostre del Festival Viaggio. Orizzonti\, frontiere e generazioni e a Cascina Oremo. Su prenotazione: federica.chila@fondazionecrbiella.it. \nIntervengono: \nStefano Tallia\, presidente Ordine dei giornalisti del Piemonte \nAndrea Quaregna\, Segretario Generale Fondazione Cassa di Risparmio di Biella \nNadia Monetti\, giornalista di Tg2 Rai \nFederica Chilà\, giornalista\, responsabile Area comunicazione Fondazione Cassa di Risparmio di Biella \nIvano Maiorella\, giornalista\, direttore Giornale Radio Sociale \nFabrizio Minnella\, giornalista\, responsabile comunicazione Con i Bambini e direttore ConMagazine.it \nLaura Galesi\, giornalista\, Osservatorio di Data Journalism Con i bambini \nPer iscriversi
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SUMMARY:Podcasting per il giornalista: dall’idea al design. Le basi del podcasting con particolare riferimento alla professione giornalistica - 1a lezione
DESCRIPTION:Partendo da zero\, porteremo il giornalista a elaborare la sua prima proposta editoriale in formato podcast: sia che egli voglia partire con un podcast indipendente o proporre un progetto alla propria testata o editore. \nLe lezioni si terranno in presenza e con un taglio pratico-operativo\, così il giornalista potrà confrontarsi con le nuove idee e riportarle all’interno della propria realtà quotidiana e professionale. Cos’è un podcast\, cosa lo rende uno strumento tanto richiesto e in che modo trasformare un’idea in una proposta concreta per il proprio editore o il proprio pubblico. \nIl corso è suddiviso in due parti. Nella prima parte lavoreremo ai concetti di base di storia\, personaggio e voce\, mentre la seconda parte sarà dedicata alla costruzione del format in tutti i suoi aspetti. \nCosa serve per partecipare? Porta il tuo cellulare e le tue cuffiette perché ascolteremo e registreremo. Vi consigliamo di venire vestiti comodi: le attività saranno tante e variegate\, sia individuali che di gruppo. \nUn corso promosso da Ordine dei Giornalisti del Piemonte in collaborazione con il gruppo creativo “Sono Cose Serie” (sonocoseserie.it). \n  \nDocenti: \nFlavia Silvestri\, Comunicatore Pubblico. Dopo aver maturato esperienze nel settore marketing e comunicazione lavorando per aziende private e in agenzie di comunicazione\, ha deciso di mettere a valore queste competenze spostando i suoi interessi verso la comunicazione pubblica e politica presso la PA. Oggi esplora le nuove forme del comunicare come il podcasting. \nMatteo De Simone\, ingegnere\, innovation manager e business designer. Unisce le competenze professionali coltivate da startupper prima e consulente poi\, con l’esperienza su radio e podcast dedicandosi agli aspetti di design\, marketing e produzione. \nPaolo Ferrara\, scrittore e sceneggiatore\, docente Iaad a Torino. Da anni si è specializzato in narrazione seriale e podcasting privilegiando i temi della scrittura e narrazione documentaristica. \n  \nPer iscriversi
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SUMMARY:La Cultura come risorsa Salute: verso un welfare culturale. 1. Il ruolo della partecipazione culturale per costruire Salute\, dalla sua promozione\, nella prevenzione\, nei percorsi di trattamento e cura.
DESCRIPTION:Il neologismo del Welfare Culturale\, sulla base di crescenti pratiche ed evidenze scientifiche a livello internazionale\, considera la partecipazione culturale come risorsa di benessere biopsicosociale\, promozione umana e  contrasto alle diseguaglianze. \nIl tema – anche a causa degli impatti della pandemia – è oggi tra i pilastri delle politiche comunitarie e dei documenti di programmazione pubblica fra cui l’Agenda Europea per la Cultura 2030. \nIn Italia\, paese con molte progettualità attive\, ma basso indice di partecipazione culturale\, il dibattito e l’attenzione degli addetti all’informazione e dei policy makers è recente e necessita di essere nutrito. Ecco allora un interessante percorso in due tappe di introduzione al contributo della Cultura al ridisegno del Welfare\, per rispondere a sfide sociali complesse (dal benessere degli adolescenti\, all’invecchiamento attivo) che necessitano di una alleanza strutturale tra  sociale\, sanità\, cultura  ed educazione. \nIl progetto è curato e offerto da Ccw-Cultural Welfare Center\, il primo centro di competenza del Paese\, con sede operativa a Torino e a Favara (Agrigento): una realtà non profit interamente focalizzata sui cross over culturali\, ovvero sulle relazioni sistematiche e sistemiche tra la cultura e altri assi delle politiche\, un tempo percepite come debolmente interconnesse\, in primis salute e coesione sociale\,  Il centro è stato costituito l’8 marzo 2020\, primo giorno del primo lockdown\, da esperti provenienti da diversi ambiti disciplinari: economisti della cultura\, epidemiologi\, neuroscienziati\, esperti di scienze umane e sociali\, dalla ricerca universitaria come dall’eccellenza delle pratiche. Ccw si occupa di ricerca\, capacity building (Ccw School)\, accompagnamento delle politiche. \n  \nCon il sostegno di Fondazione Crc. \n  \nIntroduce: \nCatterina Seia\, giornalista\, esperta di politiche culturali\, Presidente Ccw – Cultural Welfare Center. \n  \nInterventi: \n\nWelfare culturale: definizione di campo\, a cura di Annalisa Cicerchia\, Vicepresidente Ccw\, economista della cultura\, primo ricercatore Istat\, esperta in valutazione di impatto sociale.\nQuale Salute per quale Cultura?\, a cura di Claudio Tortone\, epidemiologo\, DoRS – Centro di Documentazione per la Promozione della Salute.\n\n  \nPer iscriversi
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