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SUMMARY:Bruno Buozzi\, padre del sindacalismo riformista italiano e il suo rapporto con Torino
DESCRIPTION:Un corso per tratteggiare e ricordare la figura di Bruno Buozzi\, padre del sindacalismo riformista italiano e a lungo attivo e abitante a Torino. \nBuozzi nasce il 31 gennaio 1881 a Pontelagoscuro (Fe) e viene ucciso il 4 giugno 1944 in località La Storta (Rm). Giovane operaio alla Marelli e alla Bianchi di Milano\, è un tenace autodidatta. Nel 1905 si iscrive al Partito Socialista e alla Fiom ( il sindacato dei metallurgici )\, prendendo a riferimento la componente riformista di Filippo Turati. Nel litigioso sindacato dei metallurgici\, nato da pochi anni\, viene subito riconosciuto come dirigente capace ed equilibrato  tanto da essere eletto segretario generale nel 1909.  Trasferisce la Federazione Nazionale da Milano a Torino e vi si trasferisce con la famiglia\, dove abiterà in corso Lecce 8. \nGuida la Fiom nei travagliati anni della prima guerra mondiale\, nel bienno rosso e nella rottura del partito socialista (prima della guerra\, con Mussolini che diventa interventista e nel dopoguerra\, con i comunisti che guardano ai rivoluzionari di Mosca). \nNel ’26 diventa il segretario della CGdL proprio mentre il regime vara le leggi “fascistissime”. Va esule in Francia. Svolge un’intensa attività internazionale. Turati\, anch’egli esule\, a Parigi muore a casa di Buozzi\, a testimonianza del legame di quest’ultimo  con il riformismo. \nNell’occupazione del 1940 i tedeschi\, arrivati a Parigi arrestano molti esuli italiani\, tra cui Buozzi. Consegnato ai fascisti italiani viene mandato al confino\, in provincia di Perugia. Per motivi famigliari\, riceve permessi speciali per venire a Torino dove contatta rappresentanti antifascisti degli altri partiti in clandestinità. Alla caduta di Mussolini (luglio ’43) il governo Badoglio lo nomina commissario  dei lavoratori dell’industria. A Torino ottiene la \nliberazione di 53 lavoratori\, messi in carcere per aver partecipato agli scioperi contro la guerra. Dopo l’ 8 settembre e’ a Roma dove entra in clandestinità. \nPromuove i contatti con i rappresentanti sindacali dei vari partiti antifascisti e propone un accordo per  evitare che nell’Italia liberata si ricostituiscano i vecchi sindacati prefascisti. Si discute di un sindacato unitario che dovrà raccogliere lavoratori di tutti i partiti. Per una delazione\, nell’aprile ‘44 viene arrestato dai tedeschi e rinchiuso in via Tasso. Il 4 giugno gli alleati entrano a Roma da sud. I tedeschi si ritirano da Roma verso nord. Sull’ultimo carro che parte da via Tasso vi è anche Buozzi con altri 12 prigionieri. A 12 km dalla città in località La Storta\, Buozzi e i suoi compagni vengono uccisi Il 9 giugno mentre Roma era ormai liberata. \nI rappresentanti sindacali dei  partiti antifascisti Canevari\, Di Vittorio e Grandi firmano il «Patto di Roma» di cui Buozzi sarebbe dovuto essere il Segretario Generale. I firmatari\, in suo onore e ricordo\, retrodatano il Patto” al 4 giugno\, giorno del suo martirio. Quarant’anni di attività sindacale svolti da Buozzi per l’emancipazione dei lavoratori. Ecco perché tutti i sindacalisti di oggi\, di qualunque sigla\, riconoscono che Buozzi è il padre del sindacato riformista italiano. \nI lavoratori e  tutti i cittadini di Torino non possono dimenticarlo. \nUn corso promosso da Ordine dei Giornalisti del Piemonte\, organizzato da La Miniera Culturale in Periferia\, in collaborazione con Cgil Cisl Uil Torino\, Fondazione Bruno Buozzi Roma\, Fondazione Ist. Piem. Antonio Gramsci Torino\, Associazione Culturale Vera Nocentini Ets Torino\, Istituto di Studi Storici Gaetano Salvemini Torino. \nIntevegono: \nFranco Aloia\, La Miniera Culturale in Periferia: Perché ricordare Bruno Buozzi \nAntonio Buozzi\, nipote di Bruno Buozzi: Ricordi famigliari \nGianni Oliva\, storico: Inquadramento storico \nGiorgio Benvenuto\, sindacalista\, presidente Fondazione Bruno Buozzi: Buozzi e il sindacato \nLuciano Violante\, presidente emerito Camera dei Deputati: Bruno Buozzi parlamentare \nMarco Zeppieri\, Fondazione Bruno Buozzi: L’ultima notte di Bruno Buozzi \nModera: \nNicola Gallino\, giornalista \nPer iscriversi
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LOCATION:Sala Toniolo\, Palazzo Ceriana Mayneri\, Corso Stati Uniti 27\, Torino\, TO\, 10128\, Italia
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SUMMARY:Nuova e vecchia politica. Nell'ambito del Festival Passepartout
DESCRIPTION:Accademico della Crusca e curatore per la Treccani di un osservatorio del linguaggio politico\, l’illustre linguista Michele Cortelazzo lo affronta analizzandolo attraverso i giornali\, la tv e le reti sociali. \nUn corso promosso da Ordine dei Giornalisti del Piemonte\, organizzato da Festival Passepartout \nIntervengono: \nMichele Cortelazzo\, linguista \nAlessia Conti\, direttrice Biblioteca Astense \nAlberto Sinigaglia\, direttore Festival Passepartout \nPer iscriversi
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