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cambiamento climatico

Scienza e pseudo-scienza nella comunicazione su cambiamenti climatici. Vaccini, media e fiducia pubblica, percorsi critici tra scienza media e società. Nell’ambito del ciclo “Elementi per una corretta informazione scientifica”

3 Marzo @ 16:00 - 19:00

In questo periodo storico, in cui le informazioni circolano abbondanti e si diffondono rapidamente e le fake news permeano ogni ambito della nostra vita quotidiana, è quanto mai cruciale affrontare il tema del confronto tra quali informazioni sono caratterizzate dal rigore scientifico (le Scienze) e quali altre (le Pseudoscienze), pur avendo dei presupposti scientifici, contravvengono ai requisiti di affidabilità, verificabilità e riproducibilità propri del metodo scientifico. Infatti, in un’epoca in cui l’accesso alle informazioni è democratizzato la complessità dei temi scientifici spesso disorienta il pubblico, rendendo difficile distinguere ciò che è supportato da evidenze solide da ciò che si basa su credenze infondate. La mancanza di una preparazione adeguata porta il pubblico a fraintendimenti che non solo minano la sua fiducia nella scienza, ma possono avere anche gravi conseguenze per la società.

L’Accademia delle Scienze di Torino, che ha fra le sue missioni quella di contribuire alla diffusione del sapere scientifico, intende supportare i professionisti della comunicazione nell’effettuare una corretta informazione scientifica fornendo loro strumenti critici utili per distinguere le informazioni a carattere scientifico da quelle a carattere pseudoscientifico.

Un corso promosso da Ordine dei Giornalisti del Piemonte, proposto da Accademia delle Scienze di Torino.

Scienza e pseudo-scienza nella comunicazione sui cambiamenti climatici 

ll clima del nostro pianeta è un sistema complesso, caratterizzato da molte componenti diverse che interagiscono e si influenzano reciprocamente su tutte le scale di spazio e di tempo. Per questo motivo, l’analisi di quanto sta avvenendo oggi nel clima, principalmente a causa delle emissioni antropiche di gas serra, richiede attenzione e rigore metodologico, per evitare sia di sostenere discutibili scoop sull’incombente distruzione del pianeta, sia di fingere che nulla stia accadendo e che “anche al tempo dei nostri nonni faceva caldo”.

Occorre, dunque, che chi scrive di clima sappia interpretare correttamente le osservazioni e i risultati scientifici, fornendo un quadro chiaro e oggettivo della situazione in atto, dei cambiamenti in corso e dei loro impatti su ambiente, società, salute ed economia. In questo incontro si discuterà di alcuni esempi di “cattiva” comunicazione, che può fornire informazioni fuorvianti, volutamente o involontariamente, ma anche di esempi virtuosi in cui il problema è correttamente presentato nella sua complessità. Si affronterà anche il tema dell’incertezza delle conoscenze scientifiche, che non va presa come sinonimo di completa ignoranza ma piuttosto come punto di rigore. Lo sforzo di capire cosa succede deve essere sempre accompagnato da una stima del grado di affidabilità (o incertezza) nell’interpretazione, e dalla consapevolezza che alla scienza non possono essere chieste certezze assolute; in questo contesto si analizzerà il modo in cui l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) stima e classifica l’incertezza sui risultati e sulle proiezioni climatiche.

Intervengono:

Antonello Provenzale, Accademia delle Scienze

Elisa Palazzi, Università di Torino

Vaccini, media e fiducia pubblica: percorsi critici tra scienza media e società 

La vaccinazione è una tecnologia di straordinaria efficacia che si basa sull’addestramento delle difese immunitarie del nostro corpo. Poiché, in genere, non è utilizzata per curare persone ammalate ma per prevenire un ipotetico rischio di malattia, spesso la sua importanza non è di evidenza immediata. I dati epidemiologici indicano però che, in vari casi, più elevata è la copertura vaccinale, minore è la circolazione di quel microbo, e ciò tutela la comunità intera, tra cui anche gli individui che non possono o che non vogliono essere vaccinati.

La percezione del rischio associato alla malattia o alla vaccinazione dipende in larga misura dalle informazioni, narrazioni e rappresentazioni veicolate dai media, che assumono un ruolo centrale nella formazione dell’opinione pubblica. Da sempre in Italia e all’estero, i vaccini hanno rappresentato una sfida per i media. Le contraddizioni e le difficoltà sono esplose con la pandemia quando i giornalisti sono stati costretti a coniugare rapidità e approfondimento su complessi temi tecnici e cercare le fonti più attendibili. Sullo sfondo di una crisi sanitaria, di diverse politiche nazionali e delle cause, ancora non chiarite, di un evento che ha sconvolto il mondo, a chi si sono rivolti i giornalisti e con quali esiti? Certamente, l’amplificazione mediatica di eventi avversi, reali o presunti, combinata con le dinamiche dell’ecosistema informativo digitale, può alimentare forme di esitazione vaccinale e la diffusione di saperi alternativi.

L’intervento sociologico analizza questi fenomeni non come meri fraintendimenti o mancanze cognitive, ma come espressioni di conflitti tra autorità epistemiche concorrenti, nei quali si negoziano continuamente i confini della legittimità della conoscenza scientifica in relazione a saperi altri. Si tratta di fenomeni rilevanti perché, nel contesto delle democrazie contemporanee, l’efficacia di una misura di sanità pubblica è fortemente modulata dalla sua accettabilità sociale.

Intervengono:

Guido Forni, Accademia delle Scienze

Giuseppe Tipaldo, Politecnico di Torino

Modera:

Silvia Rosa Brusin, giornalista

Per iscriversi

Dettagli

Data:
3 Marzo
Ora:
16:00 - 19:00
Categoria Evento:

Luogo

Accademia delle Scienze, Sala dei Mappamondi
Via Accademia delle Scienze 6
Torino, TO 10123 Italia
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