Libera
GIORNALISTI

23/03/2026

Dalla giornata di “Libera” una boccata di ossigeno per il giornalismo

La marcia di Torino ripropone il valore della stampa come bene comune e il 27 nuovo sciopero

È stata davvero una bella giornata quella che ha visto sfilare per le strade di Torino oltre cinquantamila giovani, uniti dalla bandiera della legalità portata avanti da tempo con orgoglio e coraggio da “Libera”. Una manifestazione colorata come non si vedeva da tempo nella nostra città, la dimostrazione che per imprimere un segno nella società la forza più grande resta quella delle idee.  Una bella giornata anche per il giornalismo il cui valore come presidio di democrazia è risuonato più volte nelle parole dei seminari che hanno fatto da corona  alla manifestazione del mattino. È stato così, ad esempio, nell’incontro organizzato da Articolo 21 al Polo del Novecento nel quale si discuteva dell’European Media Freedom Act, quel regolamento europeo a difesa della libertà di stampa che il nostro paese tarda a recepire. È stato quasi commovente vedere in quella sala cittadini comuni, giovani e anche comitive di scout, intenti ad affrontare temi che da tempo sono usciti dai radar del dibattito pubblico: la governance del sistema pubblico radiotelevisivo che dovrebbe essere liberata dal controllo della politica, il divieto a spiare i giornalisti, la trasparenza nelle proprietà editoriali per evitare l’insorgere di conflitti di interesse. Temi sui quali, una trentina di anni fa, si riempivano le aule universitarie e talvolta anche i palazzetti dello sport, in tempi nei quali il valore del giornalismo come bene comune era condiviso da una parte significativa della società.

Oggi, come ben sappiamo, la situazione è molto diversa, i problemi dell’informazione sono molo lontani dall’interesse dell’opinione pubblica e in un settore che attende da dieci anni il rinnovo del contratto di lavoro, gli editori sono arrivati a definire come privilegi proprio quelle norme contrattuali scritte a difesa della libertà di informazione. Norme che altro non sono se non la garanzia per le cittadine e i cittadini ad essere informati correttamente senza che i pozzi siano avvelenati con l’acqua inquinata di interessi privati. Sarà bene ricordarlo anche venerdì 27 quando giornaliste e giornalisti italiani saranno nuovamente in sciopero per la vertenza contrattuale, una battaglia che non è meramente economica e che ha direttamente a che vedere con la qualità della nostra democrazia.

Se, come ha detto don Luigi Ciotti nel suo intervento conclusivo alla manifestazione di Torino, uno dei mali del nostro paese è “l’emorragia della memoria”, l’informazione è tra i settori che avrebbero maggiore bisogno di trasfusioni per non dimenticare quello che la stampa deve essere in un paese democratico. Dalla Giornata della Memoria di Torino è arrivata una boccata d’ossigeno, ma non va dimenticato che difendere questo valore dev’essere un impegno quotidiano di tutte e tutti.

Stefano Tallia, Presidente Ordine dei Giornalisti del Piemonte

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