drago dronero
EDITORIA

15/07/2024

“Il Drago”, in mostra a Dronero 54 anni di passione civile

La storia del mensile della Val Maira esposta al museo Mallé fino a metà settembre

Se è vero, come dice qualcuno, che i giornalisti sono gli storici del presente, è altrettanto vero che per scrivere la storia con la “S” maiuscola è indispensabile il lavoro dei giornalisti. La prova, l’ennesima, è contenuta nella mostra “Un giornale, un paese” inaugurata sabato scorso al museo Mallé di Dronero che fino al 15 settembre permetterà a tutte le persone che la visiteranno di conoscere la parabola del “Drago”, mensile che dal 1969 è la voce di quel territorio. Un giornale nato dalla passione di un gruppo di giovani che si riunivano in un’osteria del paese e che riuscirono a mandare in edicola la loro creatura grazie alla complicità di una delle firme più prestigiose del giornalismo piemontese, il dronerese Gianni Romeo che mise la sua firma ai primi numeri della testata. Poi su quelle righe arriveranno firme di altri giornalisti che diventeranno importanti ma che proprio lì muoveranno loro i primi passi a partire da Ezio Mauro.

Tuttavia, non è questo il solo motivo di interesse della bella mostra curata da Ivana Mulatero: in quelle stanze è possibile, infatti, fare un viaggio nel tempo per ricordare i fatti della cronaca locale e anche l’impatto dei grandi avvenimenti nazionali sulla comunità della Val Maira. La vittoria del No al referendum che chiedeva l’abrogazione del divorzio, come il racconto delle lotte sindacali in uno dei pochi paesi del cuneese la cui vita era scandita dalle sirene dell’industria.

Un viaggio nel tempo che ci ricorda ancora una volta l’importanza della stampa locale come testimone del tempo, passato e presente. “Il Drago”, che per un anno ha conosciuto anche una versione bilingue dedicata ai numerosi turisti tedeschi che visitano la Val Maira, continua ad andare in edicola ogni mese grazie alla passione di un gruppo di volontari. Anche questo è l’informazione: ne parleremo il 13 settembre nel corso di formazione al teatro Iris di Dronero, altra tappa delle serie di presentazioni che l’Ordine dei Giornalisti e il Centro Pestelli stanno dedicando alla ricerca curata da Roberto Moisio sulla stampa locale piemontese.

Nel frattempo, a chi guida le istituzioni della categoria, non resta che ringraziare ancora, come ho fatto intervenendo all’inaugurazione della mostra, l’eroico gruppo di colleghe e colleghi che tengono in vita “Il Drago”: anche di questi piccoli affluenti si alimenta il mare del pluralismo dell’informazione del quale nessuno può fare a meno.

Stefano Tallia, Presidente Ordine dei Giornalisti del Piemonte    

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