CONFERENZA STAMPA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MELONI, GIORNALISTI DA 10 ANNI SENZA CONTRATTO MA ALLA FIEG FINANZIAMENTI MILIONARI Costante ImagoEconomica
ATTUALITA'

14/01/2026

Quelle bandiere che hanno fatto irritare la Premier

Il flash-mob della Fnsi richiama anche il Governo alle sue responsabilità sul contratto

Sono stato tra i giornalisti che venerdì scorso, in occasione della conferenza stampa di inizio anno, hanno innalzato la bandiera della Fnsi per lamentare il mancato rinnovo del contratto, un evento che noi giornalisti attendiamo da ormai dieci anni. Un gesto che ha scatenato le ire della Presidente del Consiglio, anche se, come ha chiarito la segretaria del sindacato Alessandra Costante, il flash mob non voleva essere in polemica diretta con il Governo. Del resto, appena il giorno precedente, era fallito l’ennesimo tavolo di trattativa tra Fnsi e Fieg convocato dopo lo sciopero del 28 novembre. Un incontro che, ancora una volta, aveva certificato una distanza tra le parti difficilmente conciliabile.

Da un lato la volontà degli editori di procedere con una ulteriore deregolamentazione come unica risposta alla crisi del settore, dall’altro la ferma intenzione della Fnsi di estendere diritti e tutele alla fascia più debole della categoria rappresentata da precari e free lance.

E qui, anche se la protesta non era appunto rivolta alla Premier, entrano in gioco quelle che sono o dovrebbero essere le responsabilità del Governo. Se davvero la collega Giorgia Meloni, professionista iscritta all’Ordine del Lazio, vuol stare dalla parte della categoria, ha una sola cosa da fare: chiedere al Ministro del Lavoro di convocare rapidamente le parti, dandogli mandato di svolgere una funzione di mediazione. Allo stesso tavolo, il Ministro potrebbe quindi vincolare le prossime erogazioni di fondi per l’editoria al rispetto delle regole contrattuali e a un adeguamento salariale non più rinviabile. Non è accettabile che, come accaduto dall’inizio della crisi ormai più di dieci anni fa, le risorse pubbliche vadano a finanziare piani di ristrutturazione che servono esclusivamente a ridurre il numero dei dipendenti per far crescere a dismisura il lavoro precario. É incoraggiante che la Presidente del Consiglio abbia assunto l’impegno a procedere rapidamente con la legge sull’equo compenso nel settore giornalistico, un provvedimento atteso da tempo per restituire piena dignità alla professione. Questo però non è sufficiente: lo stallo decennale della trattativa tra giornalisti ed editori dice che l’accordo è troppo lontano perché possa essere raggiunto autonomamente dalle parti. Serve qualcosa di più.

Se davvero il Governo considera l’informazione e i suoi lavoratori e lavoratrici con un bene essenziale per il buon funzionamento della democrazia, convochi da subito un tavolo. E già che c’è, risolto il nodo contrattuale, convochi subito dopo tutte le componenti del mondo giornalistico per affrontare le altre questioni che sono sul tappeto, dalle querele temerarie alle leggi di sistema, fino alla riforma della governance delle Rai che liberi il servizio pubblico dal controllo diretto del Governo, qualunque Governo di qualunque colore.

Così, nessuna bandiera si alzerà più a turbare la conferenza stampa della Presidente del Consiglio.

Stefano Tallia, Presidente Ordine dei Giornalisti del Piemonte

agenda

Eventi formativi

L’agenda della formazione professionale continua dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte.

Eventi istituzionali

Tutti i nostri eventi istituzionali dedicati ai giornalisti del Piemonte.

Cerca: