ATTUALITA'

06/03/2026

Disparità retributiva nel giornalismo piemontese. Il gender pay gap c’è e si vede

Sono stati presentati nell’ambito del corso di formazione “Gender pay gap in Piemonte” i risultati della ricerca voluta da Ordine dei Giornalisti del Piemonte e realizzata in collaborazione con il Cirsde dell’Università di Torino: i dati fotografano una condizione di svantaggio delle donne impegnate nel settore dei media in Piemonte, ritardi nella stabilizzazione, differenze retributive. Fenomeni che non appaiono marginali o residuali, piuttosto criticità strutturali che attraversano il settore dell’informazione anche in Piemonte.

L’indagine — condotta su un campione di 221 professioniste e professionisti, in larga maggioranza donne (62,9%) e con elevata anzianità di servizio (oltre il 62% lavora nel giornalismo da più di vent’anni) — restituisce il quadro di un comparto segnato da precarietà, ritardi nella stabilizzazione e disuguaglianze retributive persistenti.

Retribuzioni basse e divario crescente

Il 32,1% delle persone rispondenti dichiara una RAL inferiore ai 20.000 euro annui, con un’incidenza maggiore tra le donne (34,5% contro il 28% degli uomini). Gli uomini risultano invece più presenti nelle fasce superiori ai 40.000 euro.

Negli ultimi cinque anni, oltre un quarto delle giornaliste (25,2%) segnala un peggioramento della propria retribuzione, contro il 15,9% dei colleghi uomini. Solo il 38,5% del campione ha un contratto a tempo indeterminato e quasi un quarto ricopre l’attuale posizione da appena 2–5 anni, nonostante l’elevata esperienza professionale.

Il peso della cura e l’impatto sulle carriere

La ricerca evidenzia come la dimensione della cura continui a incidere in modo significativo sui percorsi lavorativi. Le donne usufruiscono più frequentemente di congedi parentali (23% contro 3,7% degli uomini), per salute (24,5% contro 15,9%) e per assistenza familiare (21,6% contro 8,5%).

Al rientro, il 20,9% delle donne segnala difficoltà, demansionamenti o ripercussioni negative su salario e carriera (contro il 2,4% degli uomini). La responsabilità di cura si conferma così un fattore di penalizzazione strutturale.

Differenze anche nelle percezioni

Oltre ai dati oggettivi, la ricerca mette in luce una significativa asimmetria nelle percezioni. Le donne riconoscono con maggiore evidenza l’esistenza di squilibri retributivi e di benefit; gli uomini tendono invece a esprimere valutazioni più positive rispetto all’equità delle opportunità di carriera e all’impegno delle aziende nel contrasto al divario di genere.

Particolarmente critico appare il tema della trasparenza salariale: la possibilità di discutere apertamente della propria retribuzione con i superiori ottiene un punteggio medio molto basso (3,5 su 10), con una percezione ancora più negativa tra le donne.

La ricerca condotta da OdG e UniTo anticipa il tema posto dall’attuazione della Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva e richiama l’importanza degli strumenti previsti dalla normativa regionale in materia di parità salariale.

Un tema che riguarda la qualità dell’informazione

Dice Carla Piro Mander, Consigliera e responsabile del progetto per l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte: “Il giornalismo non è soltanto un settore produttivo, ma un presidio democratico; le disuguaglianze che attraversano le redazioni non incidono solo sulle condizioni di lavoro, ma anche sulla pluralità di visione, sull’accesso ai ruoli decisionali e, in ultima analisi, sulla qualità dell’informazione offerta ai cittadini. La disparità di trattamento economico o di progresso in carriera rappresentano un tema di genere ma anche un tema di giustizia sociale, perché non tutte e tutti sembrano avere le stesse opportunità. La ricerca vuole essere un punto di partenza per agire su consapevolezza e condivisione”.

Il questionario, che rappresenta il cuore del progetto di ricerca e che è rintracciabile a questo link, sarà compilabile fino alla fine di marzo 2026.

La ricerca Gender Pay Gap è stata resa possibile da una Convenzione tra Ordine dei giornalisti del Piemonte, Centro Interdisciplinare ricerche e studi delle donne e di genere dell’Università degli Studi di Torino, Ufficio di Parità della Regione Piemonte, Associazione Stampa Subalpina, e come associazioni co-firmatarie: Giulia Giornaliste, Torino Città per le Donne, SeNonOraQuando.

Nel corso della mattinata è stato anche presentato un nuovo progetto dalla tesoriera OdG Antonella Mariotti: si tratta della Commissione consultiva “Pari opportunità e diritti”, primo passo importante per costituire la Cpo di tutti i diritti, che sarà realizzata nei prossimi mesi convocando le realtà che potranno e vorranno portare il loro contributo.

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