
Inchiesta sulle molestie sessuali e le discriminazioni di genere
Le molestie sono uno dei principali strumenti per tenere le donne ai margini del mondo del lavoro.
Nel settore del giornalismo, in particolare, non sono solo un danno – sociale, economico, psicologico – per le singole professioniste, ma uno strumento per mantenere lo status quo nelle redazioni e impedire alle donne di dare voce ad altre donne.
I numeri parlano chiaro:
- L’85% delle giornaliste ha dichiarato di aver subito molestie sessuali almeno una volta nella propria carriera. Il 3% ha subito uno stupro e l’8% una tentata violenza sessuale (Fonte: FNSI, 2019);
- Su 35 quotidiani nazionali, solo due hanno una direttrice responsabile;
- Le interviste alle esperte rappresentano in media solo il 26% del totale: nel 74% dei casi, il racconto del mondo resta nelle mani degli uomini (Fonte: Global Media Monitoring Project, 2020);
- Nei talk show e nei dibattiti televisivi, la presenza femminile è minima: i panel sono quasi sempre composti da uomini, e le donne sono spesso relegate a ruoli marginali.
Questa esclusione sistematica ha conseguenze profonde: senza potere sulle scelte editoriali, l’agenda mediatica resta dominata da una prospettiva maschile, che spesso ignora o distorce temi cruciali per la società.
Uno squilibrio che è evidente anche per chi guarda la televisione, ascolta la radio e legge i giornali: solo il 35% della popolazione italiana ritiene che i media trattino le tematiche di genere in modo adeguato (Fonte: Osservatorio sul giornalismo, edizione 2020).
Un sistema che quindi non solo penalizza le professioniste del settore, ma impoverisce l’intero panorama informativo, compromettendo la qualità e il pluralismo dell’informazione, in un Paese che l’anno scorso è già sceso dal 41º al 46º posto per la libertà di stampa nel mondo (Fonte: Reporter Senza Frontiere, 2024).
Da più di un anno, il collettivo Espulse. La stampa è dei maschi cerca di fare luce su questo fenomeno sommerso e di favorire il cambiamento. Come?
- Dopo otto mesi di lavoro, è stato scritto “Voi con queste gonnelline mi provocate”, inchiesta sulle molestie nelle scuole di giornalismo italiane, pubblicata su IrpiMedia il 16 ottobre 2024 e ripresa da più di 70 testate italiane e internazionali;
- È stato diffuso un questionario anonimo, rivolto sia alle studentesse sia alle giornaliste freelance e a quelle assunte, per continuare a raccogliere nuove testimonianze;
- Questo lavoro ha già prodotto effetti importanti: a dicembre 2024, in seguito all’inchiesta, il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha approvato il nuovo Codice etico e di comportamento delle scuole di giornalismo.
E adesso?
Adesso il collettivo ha bisogno di un aiuto per continuare a fare giornalismo d’inchiesta di qualità, diffondere il lavoro attraverso incontri pubblici e partecipare a bandi internazionali.
Con i soldi raccolti attraverso il crowdfunding:
Verrà co-finanziata una nuova inchiesta sulle molestie non più nelle scuole di giornalismo, ma nelle redazioni italiane. In questo modo, per Espulse sarà possibile ampliare il proprio team legale e disporre di fondi per organizzare trasferte, intervistare testimoni ed esperte.
Verrà fondata un’associazione per partecipare a bandi e costruire nuovi progetti di inchiesta e percorsi di formazione per redazioni, enti e aziende.
Inoltre, per il collettivo sarà fondamentale partecipare ad eventi, festival e incontri per aumentare la consapevolezza sul tema delle molestie. Le molestie hanno aspetti legali, psicologici e sociali complessi, spesso poco conosciuti o sottovalutati. Per questo è importante parlarne – non solo sui social o sui giornali – ma in pubblico.
Per maggiori informazioni sul crowdfunding clicca qui
Sull’inchiesta di Espulse e IrpiMedia
“Voi con queste gonnelline mi provocate” è l’inchiesta di Espulse realizzata in collaborazione con IrpiMedia e pubblicata il 16 ottobre 2024, volta a indagare il problema delle molestie sessuali e degli abusi di potere nel mondo del giornalismo italiano e in particolare nei master riconosciuti dall’Ordine che danno accesso all’esame di stato.
Le giornaliste Francesca Candioli, Roberta Cavaglià e Stefania Prandi hanno raccolto 242 testimonianze tra studentesse, studenti e fonti interne, degli ultimi dieci anni di molestie e discriminazioni nei dieci Master di Giornalismo riconosciuti dall’Ordine. Dall’inchiesta, durata otto mesi, è emerso che un terzo delle studentesse ha subito discriminazioni, molestie verbali e sessuali in classe e negli stage.