ADEPP

16/12/2022

ADEPP / CRESCONO GLI ISCRITTI DONNE, CALA IL REDDITO MA AUMENTANO LE PRESTAZIONI (+77%), PARI A 7,7 MLD DI EURO

Nel 2021 i professionisti iscritti sono cresciuti dell’1,14% rispetto all’anno prima, gli attivi dello 0,55% e il numero dei pensionati attivi di 10 punti percentuali. La crescita del numero di iscritti (1,7 milioni nel 2021) è dovuta in parte ai nuovi ingressi, in parte all’aumento dell’età di pensionamento e del numero di pensionati che continuano a esercitare l’attività professionale anche dopo il pensionamento. Sono i dati del XII Rapporto annuale Adepp “Previdenza, Investimenti, Welfare” presentato a Roma.

Aumentano gli iscritti donne

Cresce in modo pressoché costante negli anni la rappresentanza femminile tra i professionisti. Le donne sono passate dal 30% degli iscritti ad oltre il 42% degli iscritti in 15 anni. Tra gli “under 40” sono circa il 54%, percentuale che decresce con l’aumentare dell’età. I nuovi iscritti sono al 52% donne.Considerando solo gli “under 40” le nuove iscritte superano i colleghi uomini di quasi il 20%.

Nel 2021, redditi in calo

Il reddito nominale dei liberi professionisti è aumentato negli ultimi 17 anni del 3,72%.Nell’ultimo anno, invece, il reddito nominale registra una diminuzione del 2,88%, mentre i liberi professionisti “under 40” guadagnano meno della metà dei loro colleghi over 50. I professionisti nel sud Italia dichiarano un reddito del 47% inferiore ai colleghi del nord Italia mentre i professionisti del centro Italia dichiarano il 19% in meno. Anche a livello regionale vi è un significativo gender pay-gap. Al Nord la differenza uomo donna è del 46%, al Centro del 46% mentre al Sud del 44%.

Previdenza

Le entrate contributive sono più che raddoppiate in 17 anni. Passando da 5,4 mld di euro nel 2005 ai 11,4 mld di euro del 2021. Il numero di prestazioni è aumentato del 77%, gli importi erogati del 120%. Le prestazioni previdenziali e assistenziali nel 2021 si attestano a 7,7 mld (600 mila prestazioni).

Patrimonio

Il patrimonio delle Casse di Previdenza è aumentato, dal 2013 al 2021, di circa il 60%, passando dai 65,6 miliardi di euro del 2013 ai 108 miliardi di euro del 2021. Circa il 50% del patrimonio delle Casse resta in Italia (il 34% investito, la restante parte in liquidità, altre attività e polizze assicurative). Il restante 50% del patrimonio è investito per circa la metà in Europa e la restante parte fuori dall’area euro (per lo più Stati Uniti, Giappone e altri paese OCSE). Gli investimenti nell’Area Euro corrispondono a circa il 75% del patrimonio. Negli anni si è realizzata una migliore diversificazione geografica del rischio mentre, in merito al carico fiscale, le Casse, nel 2021, hanno versato complessivamente circa 765milioni di euro di imposte.

Investimenti

Nel corso degli anni vi è stato un cambiamento degli investimenti nelle diverse asset class, secondo il criterio della diversificazione e della riduzione del rischio.

In termini assoluti, sono molto rilevanti le variazioni degli investimenti in:

fondi mobiliari, passati da 8,3 miliardi di euro del 2013 ai quasi 35 di fine 2021, quindi più che quadruplicati;

immobili direttamente posseduti – passati da 11,5 miliardi di euro del 2013 ai circa 4,7 miliardi attuali;

componente azionaria, quasi raddoppiata (da 4,1 miliardi di euro a 7,7 miliardi di euro).

Welfare

Al fine di garantire ai propri iscritti effettive forme di tutela e sostegno, le Casse attingono le risorse da destinare alle misure di Welfare (530 milioni di euro nel 2022) dalla contribuzione integrativa, o dal contributo soggettivo supplementare, o dalle sanzioni e gli interessi per l’inosservanza degli obblighi contributivi e degli obblighi in materia di comunicazioni, nonché dagli ulteriori e aggiuntivi risparmi di gestione. Durante la pandemia, le Casse hanno liquidato somme pari a 1.071.566.880 Euro, anticipando le risorse pubbliche, svolgendo un ruolo sussidiario fondamentale e dimostrando grande responsabilità nei confronti degli iscritti. Le Casse hanno attivato misure di Welfare ad hoc per fronteggiare non solo la crisi da Covid-19, ma anche la crisi energetica anticipando e gestendo le varie indennità previste dal Governo e offrendo assistenza fiscale, la possibilità di proroghe, rateizzazioni e l’annullamento degli interessi e delle sanzioni, nonché deroghe per poter accedere ai sussidi. Su un totale di iscritti attivi (non pensionati) di 1.116.000, i liberi professionisti percettori effettivi del bonus nel mese di marzo sono stati 467.682, nel mese di aprile sono stati 488.927 e nel mese di maggio sono stati 494.179.

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