
Le giornaliste dell’Assemblea Costituente “Madri” della Repubblica
In occasione degli 80 anni dal riconoscimento del diritto di voto alle donne è in corso nelle sale dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Consiglio regionale, in via Arsenale 14G a Torino, la mostra intitolata “Le Madri della Repubblica Italiana”. L’iniziativa, realizzata dalla Consulta femminile regionale con l’associazione Toponomastica Femminile, si compone di 15 pannelli corredati da immagini e testi.
L’esposizione presenta le targhe stradali dedicate, in diverse città italiane, alle 21 donne che presero parte all’Assemblea Costituente tra il 1946 e il 1948, composta complessivamente da 556 deputati.
Non sono in molti a sapere che tra le componenti femminili dell’Assemblea, tre erano giornaliste, tutte elette nelle liste del PCI: Camilla Ravera, Rita Montagnana e Teresa Noce.
Camilla Ravera fu tra le prime figure di vertice del partito e si distinse anche per una significativa attività nel campo della pubblicistica. Scrisse per giornali e riviste vicine al movimento operaio e antifascista, concentrandosi in particolare sulla formazione politica e sull’attività di propaganda. Negli anni della clandestinità contribuì alla diffusione della stampa di partito, un mezzo essenziale per coordinare e informare gli iscritti.
Rita Montagnana affiancò all’impegno politico una costante presenza nella stampa comunista. Firmò articoli dedicati a questioni sociali, ai diritti dei lavoratori e alla condizione delle donne. Fu inoltre coinvolta nella realizzazione e nella diffusione di giornali utilizzati come strumenti di partecipazione e di sensibilizzazione, soprattutto nel periodo successivo alla guerra.
Infine, Teresa Noce ebbe un ruolo di primo piano nel giornalismo politico. Durante l’esilio collaborò con varie testate antifasciste e fu tra le protagoniste dell’attività editoriale comunista all’estero. Nel dopoguerra partecipò alla nascita e alla direzione di riviste dedicate alle lavoratrici, impiegando il giornalismo come mezzo di emancipazione e di affermazione dei diritti sociali.
In tutti e tre i casi, l’attività giornalistica non rappresentò soltanto un lavoro, ma fu strettamente intrecciata all’impegno politico e civile, in particolare per la diffusione dei valori antifascisti e per la costruzione della nuova democrazia italiana.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 30 aprile presso l’Urp del Consiglio regionale, con ingresso gratuito: dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 15.30, e il venerdì dalle 9 alle 12.30.
Cristiano Bussola
