
Un appello ai parlamentari piemontesi per il futuro dell’editoria
LA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE SI DIFENDE CON ATTI E AZIONI CONCRETE
Un appello a deputati e senatori in occasione dell’anniversario dell’Ordine dei Giornalisti
Gentile Onorevole,
il 3 febbraio ricorrerà il sessantatreesimo anniversario della legge istitutiva dell’Ordine dei Giornalisti, un appuntamento che cade quest’anno in un momento particolarmente delicato per il mondo dell’informazione. Se abbiamo salutato con favore l’avvio del processo di riforma degli ordini professionali, percorso che ci auguriamo possa arrivare presto a conclusione dotando anche il nostro settore di uno strumento legislativo adatto ai tempi, sono molte le questioni che restano sul tappeto per rendere effettivo il diritto all’informazione nel nostro paese. A minacciarlo ci sono le aggressioni fisiche e verbali che i giornalisti subiscono ogni giorno e che proprio a Torino, con l’assalto alla redazione de “La Stampa”, hanno raggiunto un livello mai toccato in precedenza, quantomeno nella storia recente del nostro paese. Se l’ultima classifica di Reporter sans Frontieres ha evidenziato una ulteriore discesa del nostro paese nella classifica sulla libertà d’informazione, è anche perché strumenti legislativi importanti sono ancora in attesa di essere approvati, a partire da una norma che vada a disincentivare le “querele temerarie” che continuano a essere utilizzate per intimidire i giornalisti. A queste si affiancano gli effetti del decreto sulla “presunzione di innocenza” che, ben lontano dal garantire i diritti delle persone sottoposte a indagine, si è rivelato nella sua applicazione come un ostacolo al diritto di cronaca. Su questi temi vi alleghiamo il rapporto compilato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti redatto consultando varie fonti.
Sempre sul fronte legislativo, ci auguriamo che si traduca presto in un atto concreto la volontà recentemente espressa dalla Presidente del Consiglio di dare corso alla legge sull’equo compenso, in modo da assicurare retribuzioni decorose a migliaia di giornalisti free-lance il cui lavoro viene quotidianamente sfruttato. Ci rendiamo conto che, se questo accade e se i giornalisti ai quali è applicato il contratto Fnsi-Fieg sono da dieci anni in attesa del rinnovo e con una trattativa che vede le parti sociali molto lontane, la responsabilità va attribuita anche al venir meno di risorse economiche importanti che, nella transizione al digitale, si sono sposate dai produttori di contenuti ai distributori, grandi player internazionali. Per questo crediamo che la normativa sul diritto d’autore debba essere considerata come un primo passo per tutelare le aziende editoriali assicurando le risorse necessarie a mantenere in piedi un settore strategico per la nostra democrazia.
Di questa crisi è spia anche la delicata situazione del gruppo Gedi che ha una presenza importante nella nostra regione, con il quotidiano “La Stampa”, “La Sentinella del Canavese” e la redazione torinese di “Repubblica”. La trattativa in corso per la cessione “a pezzi” del gruppo non può essere considerata esclusivamente come una faccenda tra privati: in gioco, oltre a centinaia di posti di lavoro, ci sono il pluralismo dell’informazione e la stessa capacità di rappresentazione del nostro territorio nello scenario nazionale e internazionale. Per questo, non possiamo che associarci alle preoccupazioni recentemente espresse dall’assemblea dei redattori de “La Stampa” che hanno chiesto garanzie sulla tenuta dei livelli occupazionali e sull’indipendenza della testata.
A voi che rappresentate il Piemonte al più alto livello rivolgiamo quindi un appello a vigilare su questa vicenda con la consapevolezza che si sta parlando del futuro di tutti noi e non solo dei lavoratori e lavoratrici direttamente coinvolti. Con la stessa forza vi chiediamo di farvi interpreti delle richieste contenute in questo appello perché il diritto d’informazione scritto nella nostra Carta costituzionale, ne siamo certi, si difende con atti e azioni concrete.
CONSIGLIO ORDINE DEI GIORNALISTI DEL PIEMONTE
