Dialogo e riconoscimento del ruolo dei giornalisti
Dal nuovo Questore Gambino aperture per il diritto di cronaca
Poche parole, semplici e dirette che fanno ben sperare e andrebbero ricordate a tutti quelli che vogliono fare il mestiere di giornalista. «Vanno sempre ricercate le fonti perché è troppo facile mettersi al computer, esce una notizia e poi la amplifichiamo. Va verificata». A pronunciarle non è un vecchio capocronista, né un giornalista d’inchiesta alla moda, ma il nuovo questore di Torino, Massimo Gambino, 62 anni da 38 in polizia, con esperienze da dirigente della Digos e della Squadra mobile in diverse questure del Sud Italia. Nell’incontro di presentazione con gli organi d’informazione ha tracciato la sua idea di comunicazione e rapporti con la stampa che sembrano una boccata d’ossigeno, in una fase complicata per i cronisti dalle normative sulla presunzione d’innocenza, ma soprattutto dalla loro interpretazione – spesso arbitraria e mutevole a seconda degli interessi del momento.
La necessità di rafforzare l’ufficio stampa della Questura, ma anche la disponibilità a un rapporto diretto con il mondo giornalistico, fanno il paio con le dichiarazioni dialoganti sulla gestione dell’ordine pubblico e delle situazioni critiche della città e della provincia di cui si parla ampiamente su quotidiani e siti online. Sulla diffusione delle notizie e sulla loro verifica, però, si può segnare quello che sembra un cambio di passo: «Ci possono essere posizioni diverse nell’interpretazione» ha detto Gambino nella sala della questura dove si tengono le conferenze stampa, dedicata ad Aldo Faraoni. Ma rivolgendosi ai giornalisti ha chiarito: «Da sempre è ovvio che quelle che saranno le note stampa che vi arriveranno non sono le veline che dovete completamente ricopiare, non c’è mai stato questo nella mia volontà nei rapporti con la stampa».
Come Gruppo Cronisti dell’Associazione Stampa Subalpina stiamo cercando di chiedere proprio questo a tutti i rappresentati istituzionali che, per previsione di legge o per volontà amministrativa, hanno compiti comunicativi: avere la possibilità di verificare le informazioni, in modo preciso e tempestivo, sia quando oggetto di comunicati stampa, sia quando si parte da spunti che vengono da fonti informali.
Il riconoscimento della centralità dell’informazione da parte del questore di Torino Gambino, soprattutto in una fase in cui parti importanti del tessuto giornalistico piemontese sono oggetto di cessione, è fondamentale: «Io sono del parere, l’ho sempre detto, che in quella che è la gestione complessiva di un territorio voi avete un compito particolare – ha aggiunto Gambino – Come diceva un mio caro amico, siete il nocchiere sulla nave. E quindi il giornalista a tutto tondo fa parte di una struttura: così come c’è il prefetto, il questore, il comandante dei carabinieri, il sindaco e i vari enti, la stampa ha una funzione fondamentale: la stampa che deve dare notizie corrette. E ovviamente, per avere notizie corrette devono essere date le notizie, quindi non si possono inventare le notizie».
