ATTUALITA'

26/03/2026

“Il nostro lavoro vale”: manifestazione mercoledì 1° aprile

Mercoledì 1° aprile, esattamente dieci anni dopo la scadenza dell’ultimo contratto, la Federazione nazionale della Stampa Italiana convoca una manifestazione nazionale a Torino.

L’appuntamento per tutti – giornalisti/e e cittadini/e – è alle 11, in piazza Castello.

Una manifestazione per il rinnovo del contratto, che non è “bega di bottega”, non è una questione di categoria, non è chiedere un aumento. E’ molto di più, molto di diverso, soprattutto riguarda tutti, l’Italia che siamo e che saremo. O che vorremmo essere.
Il rinnovo del contratto dei giornalisti, infatti, non s’incentra sull’adeguamento dei salari, che pure, dopo 10 anni, erosi dall’inflazione, valgono di fatto un 20% in meno: nel 2016 un caffè al bar costava un euro, un chilo di pasta un euro e mezzo, la benzina era a 1,38 al litro, per dire.

Non solo i giornalisti, tutti i lavoratori – e i pensionati, e figuriamoci i disoccupati – sono un po’ più poveri.

I lavoratori poi – tutti, ma segnatamente i giornalisti e le professioni intellettuali – sono anche un po’ più precari. Sempre meno lavori stabili, permanenti, sempre più partite Iva vere o “costrette”, sempre più stati di crisi. Ogni giorno dover pescare dai mazzetti delle carte “probabilità” e “imprevisti”, e intanto giocare a dadi con l’Intelligenza Artificiale per vedere se si rivelerà un’alleata, una tappa evolutiva del mestiere, o il colpo di grazia definitivo. Così si tenta di indebolire e sopprimere la libera informazione, così diventa stremante il lavoro di informare correttamente la società civile, con il benestare di chi si compiace nell’insultare e minacciare i giornalisti: eh, i “giornaloni”, quelli che “noncielodicono11!!1!”.

Per inciso: nel 2025 in Italia 759 giornalisti, blogger e attivisti hanno subito intimidazioni e minacce da persone o istituzioni che hanno voluto limitare la loro attività informativa; il Piemonte è passato da zero giornalisti minacciati nel 2023 a 148 nel 2025, considerando aggressioni, querele pretestuose, ostacoli ad accedere a fonti o documenti, sequestro di materiale o danneggiamento di attrezzature.

E intanto proprio in Piemonte facciamo i conti – non solo i giornalisti, ma tutti, tutti tutti – con la crisi dell’emittenza locale radio tv, con l’uscita della holding Exor (Agnelli-Elkann) dall’editoria italiana, attraverso la cessione di tutte le testate del gruppo GEDI (la Stampa, la Repubblica, Radio Deejay, Radio Capital e m2o, HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes, più la concessionaria pubblicitaria Manzoni) ai greci di Antenna Group e al gruppo SAE, la Sentinella del Canavese è già stata ceduta alla Ledi, il gruppo Citynews (che edita anche TorinoToday) sta operando tagli di compensi e posti di lavoro, la Rai intende vendere il Palazzo della Radio di via Verdi, dove è nata la radiofonia nazionale.

In questa “tempesta perfetta” continuiamo a navigare, a fare informazione, a non perdere di vista l’orizzonte, a pretendere e difendere la nostra dignità. Ma servono unità e solidarietà. Di tutti, dei giornalisti, degli amministratori, della società civile, come di tutti è l’informazione e per tutti è preziosa, qualcosa da difendere.

Il nostro lavoro vale. Una manifestazione per il contratto dei giornalisti, per l’equo compenso dei freelance, per il futuro dell’informazione: vi aspettiamo in piazza Castello, mercoledì 1 aprile, alle 11.

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