Tre appuntamenti per giornalisti al Job Film Days

Si comincia giovedì 1° ottobre, alle ore 15.00, presso l’Urban Lab, piazza Palazzo di Città 8 con il corso di formazione(iscrizione per i giornalisti su www.formazionegiornalisti.it ) Fotografia e lavoro. Come l’obiettivo ha raccontato le persone, la fabbrica, la città.
Una riflessione sul ruolo del fotogiornalismo nel raccontare il rapporto complesso e profondissimo fra Torino e la sua identità di capitale dell’industria meccanica e dell’automobile: scioperi, picchetti, cortei, lotte e proteste, la Marcia dei Quarantamila, ma anche cantieri e catene di montaggio, volti noti e sconosciuti, la grande industria e le “boite”, i circoli e il tempo libero. Lo scatto-notizia di grandi fotoreporter ha depositato un archivio inestimabile di materia vivente per raccontare sessant’anni della Torino del lavoro, e oggi? Quale ruolo riveste ancora il fotogiornalismo?
Ne parleranno: Stefano Tallia, presidente Ordine dei Giornalisti del Piemonte; Paolo Siccardi, giornalista, fotografo; Mauro Raffini, fotografo; Gio Palazzo, fotografo.
A seguire, presso il Bistrot Culturale “Ramo d’Oro” di Galleria Umberto I, verrà inauguratala mostra fotografica collettiva Uno scatto per raccontare il lavoro, con fotografie di Simona Carnino, Max Ferrero, Michele D’Ottavio, Lorenzo Goisis, Giò Palazzo, Mauro Raffini, Alessandro Rocca, Stefano Rogliatti, Roberto Sias, Mauro Ujetto.
Un racconto visivo a più voci, per valorizzare il ruolo del fotogiornalismo come testimonianza del presente e strumento di riflessione sui diritti e sulle trasformazioni del lavoro. Fotoreporter piemontesi diversi per esperienza e sensibilità, in una mostra che tiene insieme il lavoro del fotogiornalista e la sua vocazione di testimone del presente. Il lavoro che non c’è e quello che invece rappresenta un’opportunità di riscatto. Il lavoro che è soddisfazione, ricerca, bellezza di un mestiere.
Infine, un invito al cinema. Giovedì 8 ottobre, alla sala 3 del Cinema Massimo di via Verdi, verrà proposto il film in anteprima italiana The Roots of Madness (Svizzera, 2026, 107′) di Edgar Hagen. Dopo quarant’anni trascorsi a raccontare i conflitti del Medio Oriente, il giornalista Ulrich Tilgner torna nei luoghi che ha seguito come inviato, accompagnato dalla macchina da presa di Edgar Hagen. Attraverso l’incontro con vecchi amici e contatti e il confronto con un vasto archivio di immagini, il film mette in dialogo il passato raccontato dal giornalista con le conseguenze che quelle guerre hanno lasciato nel presente. Il film va alle “radici della follia” dei conflitti recenti e passati alternando il viaggio odierno con ampi materiali d’archivio che mostrano Tilgner al lavoro e ci porta, oltre che in Afghanistan, in Iraq, nel Nord-Est della Siria in territorio curdo, in Niger, Grecia, Serbia e Svizzera. Un viaggio nella memoria del giornalismo di guerra e nel lavoro di chi ha scelto di raccontare i conflitti dal campo.
L’ingresso alla mostra è gratuito, per la visione del film di sala, sono disponibili biglietti ridotti per i giornalisti iscritti all’Ordine, previo accreditamento.
