GIORNALISTI

12/04/2026

Futuro precario? No, grazie. Flash mob di giornalisti a Torino giovedì 16 aprile

Nella terza giornata di sciopero per il rinnovo del contratto nazionale, indetta dalla Federazione Nazionale della Stampa, giovedì 16 aprile, alle 11, a Torino, l’Associazione Stampa Subalpina, sindacato dei giornalisti del Piemonte, lancia un flash mob: i giornalisti saranno in via Garibaldi angolo via Milano per rappresentare “plasticamente” che cos’è la vita del cronista e perché è interesse di tutti, dei cittadini più ancora che dei giornalisti, che l’informazione non sia sempre più svilita e precarizzata.

Invitiamo tutti i colleghi e tutte le colleghe a partecipare, portando i “ferri del mestiere” per far vedere cosa vuol dire fare i giornalisti oggi.

La Fnsi, la Federazione nazionale della Stampa, prosegue la mobilitazione per la dignità dell’informazione: le richieste sono chiare, ma da tempo dagli editori non arrivano risposte soddisfacenti. Alla base c’è il rinnovo del contratto di lavoro, fermo da 10 anni, il recupero salariale e la difesa dei diritti, che non sono privilegi ma strumenti per garantire libertà e indipendenza dell’informazione. Una libertà minacciata da querele temerarie, violenze per chi lavora in strada, ma anche da precariato e riduzione dei salari. Gli stipendi per i nuovi assunti sono già oggi più poveri di 10 anni fa, tanto che in alcune parti d’Italia gli editori faticano a trovare giornalisti professionisti disposti ad accettare i contratti proposti.

Gli editori si oppongono a una regolamentazione contrattuale sull’uso dell’intelligenza artificiale, mentre gli accordi già siglati tra testate e grandi piattaforme digitali restano riservati, impedendo che i ricavi generati dai contenuti giornalistici ricadano equamente sulle redazioni, come invece previsto dalla legge.

Attenzione: questa mobilitazione riguarda anche di più chi il contratto nazionale ancora non ce l’ha, i collaboratori, i freelance, i giornalisti lavoratori autonomi e Cococo, in attesa da anni di quella che è la base contrattuale di ogni lavoro, e cioè un equo compenso ufficialmente e legalmente riconosciuto. Anche su questo fronte le proposte degli editori sono state insufficienti e irricevibili.

La dignità dell’informazione riguarda tutti i giornalisti, dipendenti, autonomi e parasubordinati e incide pesantemente sulla qualità dell’informazione che arriva ai lettori. E riguarda tutti i cittadini e il loro diritto all’informazione: saremo in via Garibaldi per farglielo sapere.

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