GIORNALISTI

“Scusa, se ti dico freelance”? Freelance Journalism Forum 9 giugno Torino

07 Giugno 2026
2 min di lettura

Essere giornalisti oggi significa spesso essere freelance

FREELANCE JOURNALISM FORUM il 9 giugno a Torino – Associazione Stampa Subalpina

Dice Irpimedia citando i dati raccolti dall’Osservatorio sul giornalismo dell’Agcom attraverso duemila risposte a un questionario diffuso tra il 2018 e il 2020, che nel 2023 in Italia c’erano circa 35mila giornalisti attivi, di cui il 39% freelance (qui). Un dato che è ragionevolmente aumentato, se consideriamo la vendita di grandi testate nazionali, i prepensionamenti a cui difficilmente seguono nuove assunzioni immediate.

Ed essere freelance significa stare in una professione in continua trasformazione. Non si tratta più soltanto di una modalità contrattuale, ma piuttosto di una condizione che richiede competenze sempre più ampie, capacità di adattamento e una forte consapevolezza del proprio valore professionale.

Un freelance lavora in proprio e offre servizi ai clienti su base progettuale o contrattuale, operando in modo indipendente anziché essere dipendente di un’unica azienda. È un lavoratore autonomo ed è responsabile delle proprie tasse, spese aziendali e contributi previdenziali

Si muove in un ecosistema complesso, dove informazione, comunicazione, innovazione tecnologica e nuove piattaforme si legano. Gli viene chiesto di sapere -e saper fare- tutto: scrivere, fare video, usare i social professionalmente. Ma anche ufficio stampa, relazioni esterne, podcasting. Ma a fronte di maggiori opportunità di specializzazione e libertà organizzativa, ci sono criticità legate alla sostenibilità economica, alla tutela previdenziale e al riconoscimento del lavoro svolto.

Se comprensibilmente l’evoluzione della professione impone di sviluppare nuove competenze adeguandosi ai modelli di business emergenti, l’innovazione tecnologica non può sostituire l’essenza del giornalismo: la verifica delle fonti, l’indipendenza di giudizio, il rigore verso i cittadini. Aspetti che un giornalista può curare se messo in condizione di fare bene il proprio lavoro.

Per questo il futuro del lavoro freelance non può essere letto soltanto in termini di mercato, ma va considerato come un tema che riguarda la qualità dell’informazione e la tenuta democratica del nostro Paese.

La sfida è costruire un modello professionale che coniughi libertà e tutele, innovazione e dignità del lavoro. Perché il giornalismo autonomo non è una periferia della professione, ma una delle sue frontiere più importanti.

Carla Piro Mander

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