Il Popolo, settimanale cattolico della Diocesi di Tortona, compie 130 anni

La festa di ringraziamento per il cammino compiuto pensando al futuro
Per i 130 anni il Popolo il settimanale cattolico della Diocesi di Tortona ha fatto le cose in grande, ma con umiltà e familiarità. All’interno del cortile del seminario mons. Guido Marini pastore della Chiesa di San Marziano, il direttore del settimanale Matteo Colombo, la redazione e tutta la grande famiglia del Popolo si sono riuniti non per autocelebrarsi ma per dire grazie a Dio, alla storia, lunga 130 anni, di notizie e fatti raccontanti nell’incedere del tempo sempre con i piedi per terra e il volto rivolto al cielo.
Autorità civili, sindaci e assessori, i rappresentanti della Diocesi, i preti primi collaboratori del vescovo il cuore della redazione Daniela Catalano e Marzo Rezzani, e i tanti collaboratori e lettori uniti in un solo abbraccio. Dal 1896 per intuizione del vescovo Igino Bandi, il Popolo parla e narra, soprattutto testimonia il vangelo nella storia. Era l’anno della prima olimpiade moderna ad Atene, della nascita di un quotidiano sportivo colorato di rosa la Gazzetta, ma anche della tragica sconfitta di Adua e del passaggio del governo da Crispi a Di Rudinì, l’avvio del cinema dei fratelli lumiere ma tanto altro ancora.
Nell’Italia post-risorgimentale e molto spesso anche anticlericale i vescovi lungimiranti e volenterosi di dare al popolo uno strumento di alfabetizzazione sociale e politica si inventano i giornali diocesani, sostenuti da laici coraggiosi. Il titolo della giornata è “Custodire volti e voci umane”, un messaggio che si lega 130 anni dopo al testo di Leone XIV per la Giornata delle Comunicazioni sociali e dice in profondità che il Volto di Dio si riverbera nei suoi figli, e la Sua voce dovrebbe essere ed è di fatto nel cuore della voce di chi scrive e di chi legge.
Una giornata scandita dalla introduzione piena di grazie veri, convinti, autentici del direttore Colombo e dal saluto caldo e intenso del presidente della Fisc, Mauro Ungaro, e dalla tavola rotonda coordinata da tre autentici fuoriclasse della parola il moderatore, Ennio Chiodi, una vita in Rai con maestri come Enzo Biagi, Ferruccio De Bartoli, il direttore per eccellenza de “Il Corriere della Sera” e l’editorialista di Avvenire Francesco Ognibene. Le conclusioni preziose come un dono da conservare le parole di mons. Guido Marini, prima del brindisi e della festa serena e dolce di una sera nella quale la terra si è unita al cielo, con i tanti vescovi, fedeli, direttore e lettori che hanno fatto la storia de Il Popolo.
Luca Rolandi
(Foto Luigi Bloise, Popolo)
