Il futuro della tv regionale tra giornalismo del territorio e piattaforme digitali

Pochi giorni fa è scomparso Peppo Sacchi l’“inventore”, con la sua Tele Biella, delle televisioni private. Da allora è passata molta acqua sotto i ponti e il mondo dell’emittenza televisiva locale è radicalmente cambiato.
Della situazione e delle prospettive della televisione regionale si è parlato nell’incontro “TV regionale e informazione crossmediale: il giornalismo del territorio nell’era delle piattaforme digitali e del trionfo del video”, tenutosi mercoledì 17 giugno presso la sede della Città Metropolitana di Torino, promosso dall’Ordine dei Giornalisti del Piemonte nell’ambito del percorso formativo dedicato agli iscritti.
Sono intervenuti Danilo Poggio direttore di Grp Tv, Maria Teresa Marinò responsabile della redazione di Retesette, Piero Manera Consigliere di Presidenza Confindustria Radio TV, Mauro Lazzarino amministratore di Grp – Vera Tv.
Nel suo saluto introduttivo il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte, Stefano Tallia ha evidenziato come la televisione regionale continui a “rappresentare un presidio fondamentale dell’informazione territoriale, ma in un sistema profondamente cambiato”. “E oggi – ha aggiunto – è necessario un confronto franco sui temi dell’informazione, anche in relazione alll’intelligenza artificiale che, come tutte le grandi innovazioni, non può essere fermata ma va governata”.
Poggio, moderatore dell’incontro, ha ricordato la figura pionieristica di Peppo Sacchi, sottolineando come allora “le prime emittenti fossero alle prese con il monopolio pubblico dell’etere, mentre oggi devono confrontarsi con le sfide dei social e dell’AI”. Ha inoltre messo in risalto che “il vero protagonista è sempre il video: oggi non appartiene più soltanto alla televisione, ma rappresenta in tutti i media il linguaggio dominante della comunicazione”.
Marinò si è soffermata sul fatto che le televisioni sono “realtà che funzionano ancora bene. La passione di chi fa giornalismo è la stessa di sempre, anche oggi nell’era digitale anche se i problemi non mancano”. Ha poi posto l’accento sull’annosa questione della “ricezione del segnale nel Piemonte orientale, che è quella lombarda” e sull’importanza dell’innovazione tecnologica nell’emittenza regionale.
“Il settore dell’emittenza privata – ha osservato Manera – rappresenta una componente preponderante del sistema mediatico, con 3.600 dipendenti e 8.000 collaboratori”. Nel sottolineare come l’informazione sia prioritaria, ha ricordato che “la televisione è fatta però anche di intrattenimento, un mix di contenuti che va incontro ai gusti del pubblico”.
Proprio sul concetto di pubblico si è soffermato Lazzarino, evidenziando quanto sia importante, per le emittenti regionali, individuare non “il pubblico, ma il proprio pubblico, perché non si può piacere a tutti”. In conclusione ha sottolineato “la differenza tra la notizia, che corre sui social, e l’informazione, che viene proposta dalla televisione”.
Cristiano Bussola
