La Cpo dei diritti: giornalisti e associazioni insieme per un linguaggio più giusto

“L’idea del tavolo della Cpo di tutti i diritti, è proprio il tavolo”. La frase di Barbara Salerno, Coordinatrice di Genere della FISTel-CISL Piemonte, sintetizza bene lo spirito della costituenda Commissione Pari Opportunità allargata — la Cpotd — nata per iniziativa del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte- con l’ambizione di andare oltre le questioni di genere per abbracciare tutti i diritti.
Il primo incontro si è tenuto il 18 giugno a Palazzo Ceriana Mayneri con i rappresentanti di undici associazioni. L’obiettivo: costruire un’alleanza tra l’Ordine e il terzo settore per promuovere un linguaggio inclusivo, privo di stereotipi e rispettoso di ogni persona che diventi protagonista — anche suo malgrado — di un fatto di cronaca.
La Cpotd non si occuperà solo di genere. Si rivolge a chiunque si senta catalogato, offeso o discriminato attraverso le parole di chi scrive o racconta: su un giornale, in radio, in televisione, o sui social. E non solo persone, come ha sottolineato Franco Borgogno, giornalista divulgatore: “L’Ambiente racchiude quasi tutti i problemi e le violazioni dei diritti. A iniziare dalla salute: senza il rispetto dell’ambiente ci si ammala di più e con i cambiamenti climatici aumentano le migrazioni”.
Tra le voci al tavolo che hanno portato esempi di difficoltà di dialogo con le redazioni, quella di Arci Gay Torino: “Sono presidente della sezione da anni, ma ogni volta che si parla di noi si chiama un rappresentante che non lo è più da oltre dieci anni” – ha raccontato Lara Vodani, accompagnata da Mathieu Porcellana e da Alice Graziano, rappresentante di Arci regionale. I tre hanno descritto le difficoltà nel costruire un rapporto autentico con le redazioni, talvolta poco aggiornate su chi rappresenti effettivamente la comunità LGBTQ+.
Il lavoro della Commissione punta sulla formazione permanente: corsi organizzati insieme alle associazioni, con un duplice scopo. Da un lato, fornire ai giornalisti gli strumenti per raccontare correttamente realtà che spesso non conoscono, dall’altro, offrire alle associazioni la possibilità di farsi conoscere al di là dei semplici comunicati stampa.
“Siamo riuscite nel passato a creare un gruppo di lavoro tra avvocate e giornaliste”, ha raccontato Anna Clorinda Ronfani, avvocata e presidente di Telefono Rosa, portando la testimonianza di una collaborazione positiva. “Questo ci ha aiutato molto nei casi trattati in tribunale: anche le giornaliste hanno superato la competizione tra testate pur di dare un racconto giusto”.
L’Ordine non ha competenze politiche e non può cambiare le leggi, ma può impegnarsi per impedire che il racconto distorto della realtà trasformi prive intere categorie di persone della loro dignità attraverso le parole: “Questo incontro è solo un primo passo”, ha detto il presidente Stefano Tallia. “Vogliamo lavorare sulla formazione per fornire gli strumenti necessari a evitare errori grossolani sulla scorta dell’esempio della Carta Arcobaleno, un documento che non vuole imporre nulla ma offrire riferimenti per parlare correttamente delle persone LGBTQ+. Con questo tavolo vogliamo allargare quel progetto”.
Un’alleanza concreta, ancora in costruzione.
Antonella Mariotti, Coordinatrice Commissione Diritti Odg Piemonte
