Il giornalismo sportivo che si fa letteratura

Il figlio del dottore, primo romanzo di Francesco Caremani
Al centro della storia c’è un figlio che sceglie di non seguire la strada del padre medico per inseguire un’altra vocazione, quella del giornalismo. Da questo scarto iniziale prende forma un romanzo di formazione solo in apparenza tradizionale. Caremani costruisce una riflessione più ampia sul peso delle scelte, sul rapporto tra le generazioni e sul significato stesso del raccontare e del testimoniare il mondo.
L’elemento più interessante è forse la provenienza dell’autore. Giornalista sportivo di lunga esperienza, Caremani porta nella narrativa gli strumenti del suo mestiere: l’attenzione ai dettagli, la capacità di osservare le persone e di leggere i fatti come espressione di un contesto umano e sociale più ampio. Lo sport, pur rimanendo sullo sfondo, diventa così una scuola di sguardo e un metodo di conoscenza.
La scrittura è asciutta, senza enfasi. I capitoli, accostati l’uno all’altro, compongono una vera e propria biografia morale. Il protagonista attraversa la provincia italiana, le redazioni, il precariato professionale, gli affetti, la paternità, il confronto con la perdita e la lenta riconciliazione con la figura paterna.
Nelle pagine dedicate ai dialoghi tra padre e figlio il romanzo trova la sua misura più profonda, mostrando come medicina e giornalismo, pur nella loro diversità, possano rappresentare due forme complementari di cura: una rivolta al corpo, l’altra alle storie e alla memoria delle persone. Sono pagine sobrie, mai indulgenti al sentimentalismo, e proprio per questo particolarmente efficaci.
Ma Il figlio del dottore è anche un libro sul lavoro invisibile della scrittura e su una generazione di giornalisti cresciuti lontano dai riflettori, tra collaborazioni precarie e riconoscimenti spesso tardivi. E se l’autobiografia non diventa mai rivendicazione, l’esperienza individuale si apre alla dimensione collettiva, in cui molti lettori potranno riconoscere le proprie aspirazioni, le proprie rinunce e i propri rapporti familiari.
