Iran, Associazione Giornaliste Italiane: non lasciamo Taraneh e Romina sole

«Taraneh e Romina Rahimi hanno vent’anni. Sono due sorelle gemelle, sono state torturate e ora Taraneh rischia di essere impiccata perché condannata a morte dal regime degli ayatollah in Iran, mentre Romina è stata condannata a venticinque anni di carcere. Davanti a questo orrore non possiamo limitarci a provare indignazione e poi voltare pagina, perché ci sono due ragazze che devono sapere di non essere sole e una vita che bisogna fare tutto il possibile per salvare. Come Associazione Giornaliste Italiane chiediamo che i loro nomi e la loro storia trovino spazio nei giornali, nelle televisioni, nelle voci delle istituzioni e nella coscienza di ciascuno. Chiediamo a chi ha responsabilità e strumenti per intervenire di usarli adesso con ogni iniziativa possibile per fermare l’esecuzione di Taraneh e proteggere entrambe. Qui è in gioco la dignità umana, che viene prima di ogni appartenenza e di ogni posizione politica ed è in gioco la vita delle donne in Iran sulle quali si accanisce una repressione che non possiamo fingere di non vedere. Rivolgiamo un appello a tutte le associazioni e ai movimenti che si occupano di stampa, di informazione e di diritti delle donne: aiutateci a raccontare questa storia, uniamo le nostre voci perché arrivi ovunque e non venga dimenticata. Continuare a parlarne è uno strumento concreto per rompere l’isolamento e contribuire a salvare queste vite. Nessuna famiglia dovrebbe essere lasciata sola a chiedere che le proprie figlie restino vive. Non lasciamo sole Taraneh e Romina, non permettiamo che la loro sofferenza venga sepolta sotto un silenzio omertoso. Facciamo circolare questa storia, alziamo la voce: l’indifferenza non può essere la nostra risposta». Così in una nota l’associazione giornaliste italiane.
