
Novità nella collana del Pestelli. Pubblicato uno studio, rinnovato e arricchito d’immagini, su “Ada Gobetti giornalista” scritto da Emmanuela Banfo
Presentato stamane 15 aprile 2026 alla Casa dei Giornalisti di Torino un nuovo saggio scritto da Emmanuela Banfo, giornalista e ricercatrice, su Ada Gobetti giornalista. Si tratta di una rinnovata edizione (la prima è del 2018) arricchita da inediti interventi e da un interessante Album fotografico. Il saggio, realizzato dal Centro Pestelli in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti del Piemonte, è stato curato, e rivisto nell’impostazone grafica, da Impremix Edizioni di Torino. Si può acquistare nelle librerie o direttamente nella sede del Centro Pestelli in corso Stati Uniti 27 con orario dalle 9 alle 12. Per informazioni scrivere a centro.pestelli@gmail.com.

In occasione dei 100 anni dalla scomparsa di Piero Gobetti (Parigi, 16 febbraio 1926) il Centro Studi sul giornalismo Pestelli ripropone, in edizione rinnovata e arricchita di nuovi contributi, il saggio di Emmanuela Banfo “Ada Gobetti giornalista”. Un viaggio nelle appassionanti e più che mai attuali vicende che contrassegnarono la vita di Ada Prospero. Donna che fu accanto al marito Piero, condividendone gli ideali fino alla sua tragica morte. Ma non rinunciando mai alle sue battaglie politiche, nei tragici anni della dittatura fascista, e nella trasformazione sociale dell’Italia nel Dopoguerra.

Questo saggio di Banfo, che si legge come un romanzo, evidenzia bene l’impegno di Ada nel giornalismo. Un mestiere, che per decenni, prima, e per molto tempo dopo il fascismo, relegò le donne ai margini della professione. Ada, in questo clima ostile, va controcorrente con caparbietà e doti d’innegabile capacità narrativa, senso della notizia e una scrittura che ancora oggi, nell’era dei social, dove tutto è ridotto a slogan, stupisce per chiarezza, rigore e completezza d’informazione.
Scrive Banfo: “Politica, costume e società, giovani, donne, letteratura, cinema sono le grandi aree tematiche sulle quali si sofferma maggiormente l’impegno giornalistico di Ada dal secondo dopoguerra”. E ancora: “Ada sicuramente utilizza le tecniche della scrittura narrativa per metterle al servizio di un giornalismo che parla di fatti e non di opinioni, di esperienza vissute e non di astrazioni teoriche”.

Un ritratto di Ada Gobetti che tiene insieme il filo della memoria di ciò che è stato con quello che ora è il presente. Esattamente il bagaglio culturale necessario per una professione oggi in grande e incerta trasformazione.

