EVENTI

Le parole che curano: da Gigi Ghirotti alle nuove generazioni, il sollievo passa anche dal linguaggio

06 Giugno 2026
3 min di lettura
gigi-ghirotti-malattia fondazione

Ci sono parole che informano e parole che accompagnano. Parole che raccontano una malattia e parole che aiutano a non sentirsi soli dentro quella malattia. È attorno a questo filo rosso che si sono sviluppate alcune iniziative promosse dall’ASL Città di Torino nell’ambito del progetto I Care For Me For You e della Giornata del Sollievo del 5 giugno, con un percorso che intreccia educazione alla salute, comunicazione, ascolto e cultura del prendersi cura.

Un percorso che trova un riferimento ideale nella figura di Gigi Ghirotti, il giornalista che trasformò la propria esperienza di malattia in un grande racconto civile. Come ricordato negli appuntamenti dedicati al cinquantesimo anniversario della sua scomparsa del 2024, Ghirotti fu capace di dare voce a chi soffriva, raccontando dall’interno quel “tunnel della malattia” che lui stesso attraversava. Il suo insegnamento resta attuale: la dignità della persona passa anche dalle parole con cui la si accompagna, dalla capacità di ascoltare e di non lasciare nessuno solo.

Non a caso, nella riflessione proposta per la Giornata del Sollievo, il pensiero di Ghirotti emerge con forza attraverso una delle sue affermazioni più significative: «L’importante è che il malato non sia lasciato solo. Ciò che conta davvero, sia durante la vita che di fronte alla morte, è non sentirsi abbandonati e soli». Un messaggio che supera il concetto di cura intesa esclusivamente come intervento sanitario e richiama il valore della presenza umana.

È lo stesso spirito che anima il progetto I Care For Me For You, che nel corso dell’anno ha coinvolto oltre 5.000 studenti del Piemonte e della Valle d’Aosta in attività dedicate alla prevenzione, alla cittadinanza sanitaria e alla cultura del prendersi cura. L’evento conclusivo del 5 giugno, significativamente intitolato “Le parole di I Care For Me For You”, è stato pensato proprio come un momento di restituzione e riflessione sul valore del linguaggio nella relazione di aiuto.

Tra i contributi presentati, particolare rilievo assume il progetto “Una scuola con più sollievo”, nato dall’osservazione di una difficoltà sempre più diffusa: trovare le parole giuste quando la malattia entra nella vita di una classe, di una famiglia o di un gruppo di amici. Docenti e studenti spesso si scoprono impreparati, prigionieri del silenzio o della paura di sbagliare. Da qui l’idea di educare al “sollievo relazionale”, cioè alla capacità di stare accanto alla fragilità attraverso l’ascolto, l’empatia e una comunicazione consapevole. Uno degli strumenti centrali del progetto è significativamente intitolato “Trovare le parole”.

La centralità del linguaggio emerge anche dall’approfondimento realizzato con la psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva Flavia Caturano, che riflette sul valore educativo della scrittura. «La scrittura può essere un primo strumento per trovare le parole che possano identificare, dare ordine ed esprimere il proprio vissuto emotivo».

In fondo è la stessa lezione che arriva da Gigi Ghirotti. Il giornalismo, nella sua esperienza, non era soltanto cronaca, ma uno strumento di vicinanza civile. Raccontare la sofferenza significava restituire dignità alle persone, combattere l’isolamento, costruire consapevolezza collettiva. Perché il sollievo non nasce necessariamente da una risposta giusta, ma dalla capacità di esserci. E spesso, come insegnano Ghirotti e i ragazzi di I Care For Me For You, tutto comincia proprio da una parola scelta con cura.

agenda

Eventi formativi

L’agenda della formazione professionale continua dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte.

Eventi istituzionali

Tutti i nostri eventi istituzionali dedicati ai giornalisti del Piemonte.

Cerca: