Venti abbonati salvano l’ex libreria: a Torino nasce un nuovo presidio culturale anche per giornalisti

L’associazione “Amici Voce e Tempo” sosterrà l’affitto dei locali di corso Matteotti 11, destinati a diventare un Social Point aperto alla città. Riccadonna: «Alla carta e al digitale sarà così affiancato uno strumento relazionale, fondato sull’incontro diretto»
Dove per anni si sono affacciate sulla strada le vetrine di una libreria non arriveranno una banca o un altro esercizio commerciale. Al loro posto nascerà un presidio culturale aperto alla città: uno spazio per incontri, dibattiti, presentazioni di libri, coworking e iniziative rivolte in particolare ai giovani, ma anche un punto d’appoggio per i colleghi giornalisti che svolgeranno servizi in quel quartiere di Torino.
A rendere possibile l’operazione sono stati dei lettori, ed in particolari venti abbonati a «La Voce e Il Tempo». Nel mese di luglio questi venti lettori hanno costituito per iniziativa personale l’associazione culturale “Amici Voce e Tempo Avt – Ets”, iscritta al Registro unico nazionale del Terzo settore, e hanno messo a disposizione le risorse necessarie per prendere in affitto l’ex libreria di corso Matteotti 11, all’interno del palazzo di proprietà della Diocesi di Torino.
Un’iniziativa nata dunque dal basso, dalla comunità dei lettori del settimanale diocesano, che proprio nel 2026 celebra i 150 anni dall’uscita del primo numero della storica «Voce del Popolo». Non un crowdfunding affidato a una piattaforma, ma un’assunzione diretta di responsabilità aperta anche ad altri eventuali cittadini e lettori interessati a partecipare attivamente.
L’immobile sarà concesso gratuitamente dall’Associazione in uso al giornale e il nuovo spazio prenderà il nome di Social Point. «La chiusura della libreria ci ha messi davanti a una scelta precisa: lasciare che quello spazio cambiasse completamente destinazione oppure mantenerlo aperto sulla strada e restituirlo alla città come luogo di cultura e di incontro. Grazie all’iniziativa dei venti abbonati possiamo percorrere questa seconda strada», spiega Alberto Riccadonna, direttore de «La Voce e Il Tempo».
L’obiettivo è inaugurarlo entro Natale, dopo i necessari lavori di ristrutturazione. Sarà un vero centro di incontri affacciato su uno dei punti cruciali del centro di Torino: una sala principale da 50-60 posti, dotata di schermi e di un canale web per la trasmissione in diretta degli appuntamenti, e una seconda sala destinata al coworking e alle attività seminariali.
Gli ambienti saranno modulabili, con tavoli e sedie che potranno essere montati e smontati a seconda delle esigenze. Il Social Point ospiterà dibattiti pubblici promossi dal giornale o da altri soggetti, presentazioni librarie, riunioni e iniziative dedicate ai temi dell’attualità civile ed ecclesiale. Una particolare attenzione sarà riservata ai giovani, al loro bisogno di spazi e alla ricerca di nuove forme di espressione e partecipazione, ma anche ai giornalisti che avranno bisogno di un appoggio per lavorare.
«Vogliamo arricchire il dibattito pubblico con voci, parole e occasioni nuove», sottolinea Riccadonna, «valorizzando il contributo originale della cultura cristiana e, più in generale, ogni pensiero centrato sulla dignità della persona, di provenienza cristiana o laica».
Il progetto rappresenta anche un’evoluzione del modo di fare informazione. «Desideriamo affiancare ai tradizionali canali del giornale, la carta e il digitale, un nuovo strumento “relazionale”», osserva il direttore. «In una fase storica segnata da un forte disorientamento, l’incontro diretto e personale è importante quanto la comunicazione attraverso le pagine o lo schermo».
Il Social Point rafforzerà il polo culturale e associativo già presente nel palazzo di corso Matteotti 11, dove hanno sede la redazione de «La Voce e Il Tempo», l’Agenzia giornalistica diocesana, l’Opera diocesana Pellegrinaggi, l’Azione Cattolica, il Centro informatico della Diocesi e altre realtà. Nei nuovi locali troverà posto anche l’Ufficio stampa diocesano.
Resta ora da affrontare il costo della ristrutturazione. L’associazione ha avviato una raccolta di donazioni liberali fiscalmente deducibili per sostenere i lavori e rendere operativo il centro entro la fine dell’anno. «Procederemo in fretta, ma per gradi», conclude Riccadonna. «La disponibilità dell’ex libreria è stata resa possibile esclusivamente dai venti abbonati che hanno creduto nel progetto. Adesso chiediamo a chi condivide questa idea di aiutarci a trasformarla in uno spazio vivo per Torino».
