via ad Aida Ribero
GIORNALISTI

03/07/2023

Una via di Torino intitolata alla giornalista Aida Ribero

Venerdì 30 giugno a Torino, alla presenza delle rappresentanze istituzionali, si è svolta la cerimonia di intitolazione di strada della Pronda alla giornalista Aida Ribero. La cerimonia è stata il coronamento di un percorso iniziato dal Concorso Lingua Madre nel 2017, anno della scomparsa di Aida Ribero; impegno cui aderirono in seguito anche la Società Italiana delle Letterate, GiULiA Giornaliste e Toponomastica Femminile offrendo il loro sostegno.

Inizia lontano la storia di Aida Ribero, da quel paese chiuso tra le Valli Grana e Maira (la famiglia era originaria di Caraglio) dove – ancora bambina – faceva da staffetta portando in bicicletta i messaggi ai partigiani cuciti nell’orlo del vestito dalla mamma. Paese da cui presto prenderà il volo, grazie agli studi e all’impegno politico. Nei primi anni aderisce all’UDI e al PCI (partito che lascerà dopo i fatti d’Ungheria), partecipando alle lotte per i diritti civili e realizzando quindi la sua autentica vocazione attraverso l’emancipazione, ma soprattutto la liberazione della donna.

Docente, giornalista, saggista ha collaborato a La Stampa, La Repubblica, Noi Donne. Da non dimenticare il lavoro svolto per la divulgazione dell’opera del compagno Pietro Chiodi, filosofo e partigiano, su Heidegger e la sua figura di militante antifascista.

Ma soprattutto Aida ha fatto parte dei primi gruppi di autocoscienza ispirati al pensiero di Rivolta Femminile e proprio dalla collaborazione con quelle donne è nata nel 1995 una delle esperienze che più l’aveva coinvolta: il Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile di cui è stata presidente per otto anni e quindi anima ispiratrice di fini e di metodi. Qui ha dato vita a tanti incontri, laboratori, convegni, programmi, quali la collana “Donne del Piemonte” o il progetto “Nati da donna. La mia genealogia femminile”.

E’ stata parte attiva nel Coordinamento Giornaliste del Piemonte, nella Casa delle Donne di Torino e quindi nel Gruppo di studio del Concorso Lingua Madre ed ha concorso a fondare il Coordinamento contro la Violenza e il Telefono Rosa di Torino.

A lei si deve la prima preziosa ricostruzione del femminismo degli anni Settanta con il volume “Una questione di libertà” (Rosemberg & Sellier, 1999), un quadro dove le differenti correnti all’interno del movimento trovano spazio e danno luogo a una sintesi inedita.

Tra i suoi libri più noti, anche “Glossario. Lessico della differenza” (CRPO, 2007) che ha rivisitato criticamente termini ricorrenti, dalla “A” di autostima alla “V” di violenza. Altrettanto prezioso, “Procreare la vita, filosofare la morte. Maternità e femminismo” (Il Poligrafo, 2011), un viaggio alla ricerca di un nuovo possibile paradigma del materno.

Questo e molto altro ha lasciato in eredità Aida Ribero, e sarà raccontato all’interno del Concorso Lingua Madre nel volume “Con forza e intelligenza”, dedicato a lei e alla sua opera, che uscirà questo inverno per Capovolte edizioni.

Per approfondire, qui un articolo sul sito di Concorso Lingua Madre

Qui una video-biografia a cura di CLM

Qui una sua biografia su Enciclopedia delle donne

Qui un suo ricordo di novembre 2017 in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne

Insieme alla via dedicata ad Aida Ribero, nel Programma Integrato Pronda-Marche, sono state dedicate vie anche alle figure di Teresa Mattei, Lidia Menapace ed Ernestina Prola – figure femminili che si sono distinte per la difesa di diritti civili e libertà costituzionali, delle donne e dei minori in particolare.

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