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14/10/2023

Viaggi di sola andata, il libro di Davide Demichelis

Davide Demichelis ha fatto suo il motto di un grande scrittore: «Se pensi che l’avventura sia pericolosa, prova la routine: è letale!». Demichelis è giornalista professionista, autore e regista di documentari televisivi, autore e conduttore centinaio di reportage girati in più di cento Paesi, per undici anni protagonista e autore del programma Radici, in onda su Rai 3, e ora scrittore con Viaggi di sola andata (e qualche ritorno), per TS Edizioni, che presenterà lunedì 16 al Circolo dei Lettori di Torino.

In questo libro Demichelis smette per la prima volta i panni del documentarista televisivo per raccontare con la parola scritta otto storie di intensa umanità: ne viene fuori un affascinante caleidoscopio di profumi, colori, costumi e sorprese da Paesi lontani, ancora tutti da scoprire, attraverso le voci e i volti di chi è andato via in cerca di un futuro migliore. Una serie di avvincenti reportage per capire la cultura e la storia, le contraddizioni e le meraviglie dei territori da cui si emigra, da cui si scappa e dove, talvolta, si ritorna. Un on the road che non delude gli amanti dei viaggi e dei racconti di viaggio, in Gambia, India, Senegal, Cina, Ucraina, Ghana, Bolivia, Ruanda.

«Quello che vorrei riuscissimo a realizzare un giorno – ci spiega Demichelis –, se mai sarà possibile, è arrivare al giornalismo prima della guerra, perché quello di guerra è un giornalismo che è fondamentale, io stesso l’ho fatto, ma quando si arriva a raccontare l’emergenza è ormai tardi, perché io credo che il giornalismo abbia il ruolo di formare e informare l’opinione pubblica e questa si dovrebbe formare prima, per orientare e prevenire, che è sempre meglio di curare; i viaggi che ho fatto per Radici sono fatti tutti all’insegna di questa idea, con il desiderio di raccontare i Paesi senza che si arrivi per forza a uno stato di emergenza, dove tutto diventa bianco e nero, buono e cattivo, e non si capisce più nulla».

Il presupposto non è diverso da quello di Nancy Porsia e dal racconto della “sua” Libia: «La mia idea in questo libro – prosegue Demichelis – era quella di trovare uno spunto nel viaggio per raccontare in modo libero, senza altre necessità. Il giornalismo dovrebbe far capire meglio come gira il mondo, ci deve essere qualcos’altro oltre all’emergenza ed è quello che ho tentato di fare».

«Un grande antropologo torinese, Alberto Salza, sostiene che il sistema dell’informazione – conclude Demichelis – dovrebbe cambiare radicalmente: dal giornalismo di guerra, dovremmo passare al giornalismo “prima” della guerra. Anch’io la penso così. Vivendo l’esperienza di entrare nella vita quotidiana di persone, famiglie, Paesi, ho capito quanti e quali intrecci vi siano nell’esistenza di ognuno. Conoscere è il modo migliore per sconfiggere la diffidenza nei confronti di coloro che compiono “viaggi di sola andata”, e magari dare anche un contributo alla prevenzione dei conflitti».

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