GIORNALISTI

Al Dardanello 2026 talento femminile e storia dello sport

15 Maggio 2026
4 min di lettura
dardanello 2026

Martedì 12 maggio, al Circolo Sociale di Lettura di Mondovì, si è svolta la 23ª edizione del premio giornalistico Piero Dardanello ed è stato consegnato il 21º riconoscimento intitolato alla memoria di Piero Gasco. Una serata densa di celebrazioni e ricordi sportivi, con un momento significativo dedicato anche al cinquantenario dello scudetto del Torino del 1976

Il talento al femminile è stato al centro della ribalta nella 23ª edizione del premio giornalistico Piero Dardanello. Da un lato, l’energia di una poliedrica professionista, Chiara Soldi, in forza a La Gazzetta dello Sport, vincitrice della categoria nazionale, che si muove perfettamente a suo agio tra i media contemporanei, dal video al podcast passando per l’online.

Dall’altro, la passione di una giornalista, Federica Frola, volto di Sky Sport, che si è aggiudicata la categoria regionale, anche per aver saputo conquistare la fiducia di tutto l’ambiente sportivo, compresi i colleghi più rocciosi.

Inoltre, è stato conferito il riconoscimento destinato alla celebrazione di una penna che possa vantare una carriera straordinaria, in grado di incidere sul giornalismo sportivo italiano: ne è risultato vincitore Oscar Eleni, storica firma de il Giornale.

Tra i relatori, hanno preso posto Roberto Beccantini (presidente onorario della giuria e fondatore del premio Dardanello), Pier Bergonzi (direttore di Sportweek e prima firma del ciclismo de La Gazzetta dello Sport), Federico Calcagno (presidente dell’Unione Stampa Sportiva Italiana del Piemonte, gruppo Ruggero Radice), Fabio Monti (premio Dardanello alla carriera nel 2018), Vittorio Oreggia (direttore di Green Economy Agency ed ex direttore di Tuttosport), Giancarlo Padovan (docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e direttore di Calciodonne.it, anche lui già alla guida del quotidiano sportivo torinese), Michele Pianetta (coordinatore della giuria e tra i fondatori del premio Dardanello, nel 2004) e Ferruccio Dardanello, in rappresentanza della famiglia di Piero; ampiamente giustificato il presidente della giuria del Dardanello e direttore di Tuttosport, Guido Vaciago, che ha portato il suo saluto ai presenti attraverso il consueto editoriale della rivista del premio.
 
Sono, infine, intervenuti per portare un saluto istituzionale alla platea il sindaco di Mondovì e presidente della Provincia di Cuneo, Luca RobaldoAlessandro Terreno, assessore allo Sport ed alle Manifestazioni del Comune di Mondovì, Alessandra Fissolo, consigliera della Fondazione CRC, e Mario Bosonetto, consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.
 
Terminata la parte introduttiva, la cerimonia è entrata nel vivo con l’introduzione di Federica Frola (Sky Sport), premiata regionale 2026, da parte di Nicola Roggero: «Federica Frola ha cominciato quattro anni fa ad occuparsi di atletica, lo sport che, insieme alla ginnastica, costituisce l’essenza dell’Olimpiade. È un vero ‘tempio’, difeso da guardiani fedeli che spesso considerano con sospetto i giovani che si avvicinano alla disciplina. L’entusiasmo di Federica ha conquistato tutti: riesce sempre a strappare agli atleti la battuta giusta, anche intervistandoli ancora con il fiato corto per la gara». Così, dunque la premiata, che ha anche ricordato l’intervista ad un giovanissimo Jannik Sinner, realizzata ai tempi di Supertennis: «L’emozione di stare in diretta non è paragonabile a ricevere un premio di questo valore».
 
Successivamente, Chiara Soldi ha raggiunto il centro della scena per ricevere la il 23° premio Dardanello, categoria nazionale, introdotta dalle parole di Pier Bergonzi: «Quando si parla del futuro del nostro mestiere penso a lei e a colleghi come lei. Il giornalismo che abbiamo conosciuto non c’è più, ma c’è un nuovo modo di interpretarlo, con i nuovi mezzi del web, e Chiara lo fa in modo straordinario». Nelle parole di Soldi, la gioia per un premio inatteso: «È la prima volta che conquisto un premio senza prima aver picchiato qualcuno – ha ironizzato, alludendo alla sua fortunatissima carriera da atleta nelle arti marziali – ma devo anche dire che cerco di applicare ogni giorno la lezione di Piero Dardanello: mettere sempre al centro del mio lavoro la notizia e il lettore, sfruttando al massimo la dote della curiosità».
 
È stato, infine, dato spazio alla leggenda calcistica e alla passione granata, con la premiazione di Renato Zaccarelli, presentato da Giancarlo Padovan. L’ex stella granata è stata una leggenda del Torino negli anni Settanta e Ottanta, tra i grandi protagonisti dello scudetto del 1976, di cui quest’anno ricorre il cinquantenario.

Il segmento finale è stato dedicato alla consegna del 21º premio ‘Piero Gasco’ e non poteva esservi una conclusione più alta e più significativa per la kermesse. Al fianco di Giovanni Gasco, figlio di Piero e primo promotore dell’iniziativa, Enrico Pira, presidente di Casa Ugi, che ha raccontato il significato e l’esperienza della squadra di calcio ‘100% Ugi’. L’organizzazione di volontariato è, da sempre, al fianco delle famiglie che devono affrontare la prova della malattia di un figlio. Un’iniziativa che, attraverso la pratica sportiva, dà l’opportunità, ai convalescenti, di rialzarsi e ritrovare, anche psicologicamente, la forza di archiviare l’esperienza.

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