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Relazione annuale Agcom: mutato lo scenario dei media

24 Luglio 2026
2 min di lettura
AGCOM-H

L’analisi aggiornata e a tutto campo del sistema delle comunicazioni                                                     

Il panorama dei media è definitivamente mutato, lo dimostrano i dati relativi al 2025 presenti nella relazione annuale al Parlamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM). La televisione rimane il gigante indiscusso del settore dei media tradizionali, raccogliendo il 74,1% delle risorse totali, a fronte di un’editoria periodica e quotidiana che scivola sotto il 21%. I primi tre operatori detengono ancora il 67% del mercato dei media con Rai al 26,6%, Sky al 22% e Mediaset al 18,5%, ma devono fronteggiare la crescita delle piattaforme globali come Netflix, Dazn, Amazon e Disney+, che ormai pesano per il 23,3% delle risorse totali. Anche l’analisi delle quote del Sistema integrato delle comunicazioni, che comprende tutti i settori del comparto, conferma la sempre maggiore rilevanza delle piattaforme online: Alphabet/Google si conferma al secondo posto, dopo la Rai, con l’11,8%, e Meta/Facebook occupa la quinta posizione con una quota superiore all’8%.
Crolla, invece, la diffusione delle copie cartacee dei quotidiani a 1,2 milioni di unità giornaliere, quasi un decimo di quanto si vendeva all’inizio del secolo. Il calo è stato del 9,3% rispetto all’anno precedente. Il settore, anche se in grave difficolta, ha visto nell’ultimo periodo importanti passaggi di proprietà di testate editoriali. “L’analisi dei limiti anti-concentrativi ha confermato che i principali gruppi editoriali restano al di sotto delle soglie previste dalla normativa – ha detto il presidente AGCOM Giacomo Lasorella durante la presentazione in parlamento il 14 luglio – ma l’Autorità ha più volte ribadito l’esigenza di aggiornare i criteri di misurazione delle posizioni dominanti, oggi ancora fondati sulle sole tirature cartacee”.
Il rapporto tra editori e piattaforme resta decisivo per garantire il pluralismo, anche alla luce dell’affermazione delle risposte sintetiche generate dall’IA nei motori di ricerca che – ha rimarcato Lasorella – “rischia di per sé di impoverire la pluralità delle voci del dibattito pubblico”. Su questo tema AGCOM, su sollecitazione della Federazione degli Editori, ha inviato una segnalazione alla Commissione Ue ed ha istituito un tavolo di consultazione tra piattaforme ed editori. Lo scopo – ha spiegato – è “individuare soluzioni condivise in termini di trasparenza e di equa remunerazione”.

Fonte ANSA

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