L’Ordine stigmatizza le inaccettabili violenze nei confronti di giornaliste e giornalisti

Minacce e aggressioni da nord a sud, giornalismo presidio di democrazia
L’aver raccontato quanto accaduto nella spiaggia di Maladroxia, in Sardegna alla vigilia di Ferragosto, ha scatenato le reazioni della macchina del fango nei confronti del giornalista Luca Gentile, vicesegretario dell’Associazione della Stampa sarda. Gentile ha verificato segnalazioni che riguardavano una spiaggia invasa da bottiglie di alcol e la presenza di giovanissimi ad alto tasso alcolico. In particolare, uno di loro finito al pronto soccorso in coma etilico. Il giornalista dato anche notizia di danneggiamenti ad alcune auto e l’aggressione al dipendente di una struttura, confermata dalla stessa persona che l’ha subita. Ogni notizia è stata verificata, esposta nel rispetto della verità sostanziale dei fatti, con il criterio della continenza. In particolare, per quanto riguarda i minori, non ci sono immagini o elementi identificativi che potrebbero ricondurre alla loro identità. Come previsto dalle norme e dalla deontologia. Ma nonostante questo, il giornalista si è visto rivolgere insulti e persino minacce, con accuse del tutto infondate e scomposte. Al punto di decidere di ritirare il servizio, non certo per paura, ma per non esporre altri, e i suoi familiari in particolare, a un inaccettabile tiro al bersaglio. Luca Gentile è un freelance, questo significa che è un autonomo, e non ha alle spalle una testata forte. Ma ha comunque accanto a sé l’Associazione della Stampa, l’Ordine dei giornalisti della Sardegna e il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti che non lo lasceranno solo, ribadendo loro impegno a tutela della libertà di informazione, che secondo la Costituzione non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure, e sono pronti a sostenere Luca anche qualora decidesse di agire per le vie giudiziarie contro questi aggressori che non conoscono la grammatica della comunicazione civile, e pensano di poter intimidire chi continua, anche con grandi sacrifici e fatica, a esercitare il diritto-dovere di informare. Ancora più grave il fatto accaduto mercoledì 19 agosto a Vicenza, in Veneto, in cui una giornalista per aver chiesto un commento in merito a un fatto di cronaca avvenuto il giorno precedente, è stata aggredita e ferita al volto da una donna che le ha anche danneggiato la telecamera (il fatto è stato ripreso anche dal sistema di videosorveglianza della città). Il cdr di Tva Vicenza, l’Ordine dei giornalisti del Veneto e il Sindacato giornalisti Veneto, a cui si unisce il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti esprimono solidarietà e vicinanza alla collega Francesca Cavedagna, che ha riportato per fortuna lievi contusioni e ha sporto denuncia alla polizia locale. Cnog, Cdr, Odg Veneto e Sgv ritengono inaccettabili condotte violente nei confronti di chi sta svolgendo semplicemente il proprio lavoro e ancor di più contro chi fa informazione. Ultimo in ordine di tempo quanto accaduto alla giornalista pugliese Fabiana Pacella fatta oggetto di insulti e offese personali attraverso i canali social per aver fatto semplicemente il suo lavoro. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, nell’esprimere vicinanza e solidarietà alla collega, si unisce alla richiesta dell’Associazione della Stampa e dell’Ordine dei giornalisti della Puglia affinché «laddove questi attacchi arrivino a configurare ipotesi di reato, i responsabili siano identificati e perseguiti dalle autorità competenti». Nel comunicato di AST e Odg Puglia, si sottolinea che «non è la prima volta che accade, purtroppo: tante e tanti giornalisti vengono quotidianamente bersagliati con post social volgari. Ma nessuna forma di dissenso può giustificare interventi sfociati addirittura nel bodyshaming, tanto più odiosi perché avvenuti al riparo dal vigliacco anonimato di una rete sempre più incubatrice di odio e violenza verbale anche sessista».
