Riforma dell’Ordine e lavoro giornalistico: il botta e risposta tra Costante e Bartoli

La riforma dell’Ordine e la tutela del lavoro giornalistico in questi giorni sono state al centro del confronto tra la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, e il presidente nazionale dell’Ordine, Carlo Bartoli. Il nodo è stato principalmente il criterio della prevalenza dell’attività giornalistica per i professionisti, previsto dalla proposta di riforma e contestato da Costante, che lo contrappone all’esclusività professionale.
All’assemblea dell’Associazione Stampa Valdostana, ad Aosta il 21 ottobre 2026, Costante ha infatti criticato la proposta, sostenendo che consentire ai professionisti di affiancare al giornalismo altre attività, come la comunicazione, rischi di indebolire identità professionale e deontologia. Per la segretaria Fnsi, la difesa del contratto e dei diritti dei dipendenti deve procedere insieme alla battaglia per l’equo compenso di collaboratori e partite Iva, nel segno della dignità del lavoro.
Articolo Fnsi con le dichiarazioni di Costante complete
Il 22 ottobre 2026 è arrivata puntuale la replica di Bartoli, che ha richiamato il mancato rinnovo del contratto da oltre un decennio, gli organici impoveriti dagli stati di crisi e la disaffezione verso gli organismi di rappresentanza. Ha ricordato inoltre che la proposta era stata approvata all’unanimità dal Consiglio nazionale nel 2023 e che il confronto è ancora aperto, anche alla luce della legge delega sulle professioni. Sul merito, ha anche osservato che la prevalenza del lavoro giornalistico è già un criterio organizzativo della Fnsi e delle associazioni regionali, adottato per rappresentare anche il lavoro precario e sottopagato. Infine ha invitato quindi a una strategia comune su contratto, equo compenso e contrasto al ricorso indiscriminato ai prepensionamenti.
Nella successiva risposta, sempre del 22 ottobre 2026, Costante ha rivendicato il lavoro continuo della Fnsi sul contratto e ha sostenuto che introdurre la prevalenza per i professionisti possa favorire ulteriori riduzioni del costo del lavoro e delle retribuzioni: «Ha ragione Carlo Bartoli: in un momento complicato per la professione giornalistica, bisognerebbe ragionare sulle cose concrete e non sulle suggestioni populiste, portate avanti da chi la professione non la frequenta più da tempo, grazie ai prepensionamenti o a causa di essi».
