GIORNALISTI

Galuppini sul Premio “Matano”: «Riconoscimento che valorizza il giornalismo di provincia»

16 Luglio 2026
3 min di lettura
galuppini voce di novara matano

Tra i vincitori dell’edizione 2026 del Premio giornalistico internazionale Cristiana Matano c’è anche un piemontese. Luca Galuppini, giornalista de La Voce di Novara, premiato nella categoria Under 30, entrando in un albo d’onore che anche quest’anno comprende firme di primo piano del giornalismo italiano come Annalisa Camilli, oltre a professionisti e inviati impegnati nel racconto dei diritti, delle migrazioni e delle grandi questioni sociali.

Nel commentare il premio, la direttrice de La Voce di Novara, Cecilia Colli, ha sottolineato come il riconoscimento premi non solo il lavoro di Galuppini, ma anche un modo di intendere il giornalismo: «I giornali non si misurano soltanto dal numero di notizie che pubblicano. Si misurano dal coraggio di affrontare i temi difficili, dalla libertà di fare domande scomode, dalla sensibilità con cui scelgono le parole».

Galuppini racconta il premio come un riconoscimento che va oltre il piano personale: «È una soddisfazione enorme, per me, per il giornale e per la provincia. Tra i vincitori ci sono firme di grandissimo livello e ricevere questo premio dimostra che anche una piccola redazione indipendente può fare giornalismo di qualità».

Il riconoscimento è arrivato per l’articolo dedicato al funerale di Mario Paglino e Gianni Grossi, nel quale il cronista ha riflettuto sul linguaggio utilizzato durante l’omelia per raccontare la loro relazione. «La cosa che mi ha colpito è stato lo scollamento tra quello che avevo appena visto dentro la chiesa e la realtà della loro storia. Non volevo scrivere un pezzo contro un’istituzione, ma aprire una riflessione sul suo ruolo oggi e sul modo in cui si racconta l’amore. La difficoltà più grande è stata trovare il contesto e il linguaggio giusto: un funerale è sempre un luogo delicato, bisognava rispettare il dolore senza rinunciare a porre una domanda».

Un tema, quello del linguaggio nel racconto delle persone LGBTQIA+, peraltro al centro anche della recente Carta Arcobaleno promossa dall’Ordine dei giornalisti del Piemonte come strumento deontologico per un’informazione rispettosa e consapevole.

Per Galuppini questo lavoro rappresenta non solo un premio ma anche il modo in cui la redazione interpreta la cronaca: «In provincia il rischio è limitarsi ai fatti. Noi proviamo sempre ad aggiungere un livello di lettura in più, senza perdere il rigore del racconto».

Il giornalista ricorda infine che fare cronaca sul territorio può avere anche conseguenze personali. Nel novembre del 2025 ricordiamo che Galuppini è stato infatti vittima di un episodio di intimidazione mentre seguiva una manifestazione del “Comitato Remigrazione e riconquista” a Novara: un partecipante lo ha avvicinato, insultato e seguito nel tentativo di impedirgli di fotografare e documentare l’evento, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine.

Foto La Voce di Novara

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